Rovigo, 22 agosto 2017 - «Hanno scritto sulla porta del tempio ed hanno fatto la pipì sotto il portico. È un’indecenza». A denunciare l’ennesimo scempio alla chiesa della Rotonda è il vice sindaco Ezio Conchi, avvocato del foro di Rovigo ed esponente di Forza Italia.

«Ci sono le telecamere, stiamo cercando di capire chi siano i vandali - dice Conchi -. Se ci riusciremo verranno denunciati e chiederemo il pagamento dei danni. Andremo fino in fondo per noi è un dovere nei confronti della città. Abbiamo allertato la polizia municipale che ha fatto tutti i rilievi che servono. Ma questo non basta».

La sera il portico della Rotonda è buio e sui gradini delle enormi porte chiuse si siedono degli adolescenti. Si sentono sghignazzare, è un luogo affollato, soprattutto d’estate. Su muretto che costeggia il prato, fino a via Silvestri, ci sono decine di ragazzi e ragazze che chiacchierano. È un ritrovo. Al momento l’amministrazione comunale non sa a chi sia da attribuire la responsabilità di quei danni.

Può essere che in tarda notte il tipo di frequentatori cambi. Fatto sta che almeno in prima serata, fino oltre la mezzanotte, la popolazione che alberga in piazza XX Settembre e ai piedi della Rotonda, in piazzale Soccorso, è assai giovane. Moltissimi i minorenni. «Le telecamere ci sono ma non abbiamo la copertura a 360 gradi, chi delinque probabilmente lo sa, va dietro dove è coperto - spiega il vice sindaco -. Vogliamo dotare la piazza di una copertura migliore ma non è nemmeno questo il punto cardinale della faccenda».

Conchi parla di senso civico. «Non possiamo ritenere che la soluzione a questo mondo sia che dietro ogni uomo ci sia un carabiniere. Non è così che si risolvono le questioni — ragiona a voce alta l’avvocato e componente della giunta comunale —. Se crediamo questo non abbiamo capito nulla. L’educazione civica nasce nelle famiglie, nelle scuole, nell’ambiente. C’è una fetta della società che non vuole adeguarsi alle regole. Questa fetta va ristretta, non allargata». Ezio Conchi spiega che la denuncia al momento è contro ignoti.

Ma si rivolge a chi vede e non parla, chiedendo di uscire allo scoperto. «Chi assiste a questa oscenità non si vergogna? Come dobbiamo definirli — si domanda Conchi — Complici? Quando uno piscia per terra gli altri guardano? O lo fanno tutti assieme? E poi? Lì all’aperto? Senza nemmeno lavarsi le mani? Si tratta di un oltraggio a sé stessi, non soltanto alla società. Senza contare che si tratta di una chiesa, un luogo di culto». Il problema, purtroppo, non è solo di piazza XX Settembre.

Anzi. A voler fare una lista di tutte le criticità, il resoconto potrebbe essere lungo e per niente entusiasmante. Qualche tempo fa il consigliere comunale d’opposizione di ‘Fare’ Antonio Rossini aveva acceso i riflettori sulla precaria condizione di piazzale D’Annunzio, a pochi passi di distanza dalla centralissima piazza Garibaldi. Ma la lista delle zone nere rischia di essere molto più lunga. All’ombra delle torri storiche della città, nascosti tra il buio e le piante del giardino di piazza Matteotti, non è raro trovare bottiglie abbandonate e rifiuti.