Rovigo, 3 marzo 2015 - Mancava poco alla mezzanotte. Una sera normale, in famiglia, quella che stavano vivendo due coniugi di Sant’Apollinare. Poi, improvvisamente tra i due si è accesa una violenta lite, che si è conclusa in un raptus di follia: l’uomo, A.N. di 68 anni, ha preso un’accetta in mano e ha tentato di colpire la moglie, di 57 anni, in testa. Secondo una prima ricostruzione, 20 colpi, che fortunatamente non sono andati a buon fine, visto che la donna ha riportato solo delle escoriazioni alla fronte, che le hanno comportato una prognosi di 35 giorni.

Il tutto è successo in una casa di Sant’Apollinare, in via Risorgimento al civico 30. Protagonista un uomo di 68 anni, pare già affetto da gravi disturbi psichici, segnalati dalla famiglia alle autorità sanitaria. Ma non così gravi da ottenere il ricovero dell’anziano in qualche struttura. Domenica sera, poi, di colpo, l’uomo ha aggredito la moglie brandendo una mannaia. Venti colpi, che l’hanno fortunatamente solo sfiorata. E’ stata proprio la moglie, scampata al pericolo, a chiamare immediatamente la polizia, che ha raggiunto la casa di Sant’Apollinare con una volante e allertando anche il 118. Sia la donna, sia l’uomo, sono stati ricoverati in ospedale: la donna per essere curata, visto che aveva riportato alcune ferite alla fronte, l’uomo, invece, per essere ricoverato in psichiatria (inizialmente era stata fatta richiesta per un trattamento sanitario forzato poi non effettuato). Sul posto, immediatamente, si è recata anche la figlia insieme al genero, che ha portato le prime cure alla madre.

Ignoto il motivo della furia, nata improvvisamente nell’uomo: quel che appare certo è che ha puntato deciso la donna colpendola più volte alla testa con dei colpi vibranti. E pareva proprio volesse ucciderla. Ma fortunatamente, la donna, con incredibile prontezza di riflessi è riuscita a proteggersi il capo con mani e braccia salvandosi la vita e allertando le forze dell’ordine e chiamando la figlia.

La donna, comunque, ora è stata medicata e non si trova in pericolo di vita. E’ rimasta ricoverata comunque in osservazione per tutta la giornata di ieri, per ricevere poi una prognosi di 35 giorni e firmare per tornare a casa nonostante la preoccupazione dei medici. L’uomo, invece, denunciato per lesioni gravi, rimane a piede libero ma ricoverato nel reparto di psichiatria a Trecenta in attesa di capire come e se la Procura rodigina intenderà agire nei suoi confronti. Non è chiaro, infatti, se l’accusa nei suoi confronti si trasformerà in tentato omicidio. Molto dipenderà dalla ricostruzione dei fatti che fornirà la vittima dell’aggressione.

Nel frattempo, gli inquirenti hanno ascoltato l’unica testimone, indiretta, della violenta scena: la figlia, che era in casa con loro. Da una prima ricostruzione lo scoppio di rabbia sarebbe dovuto proprio ai disturbi mentali di cui soffriva l’uomo, di cui era affetto da diverso tempo. Anche in un’altra occasione, infatti, avrebbe dato cenni di scatti d’ira violenti.