Katia Ricciarelli
La festa
per i 40 anni
di carriera

La lirica, il cinema, i bilanci della grande star: "Non voglio fare il confronto con quella che sono stata e che sono adesso. Vivo l'oggi, e guardo avanti"

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Rovigo, 5 novembre 2009 - Quarant’anni di carriera, da festeggiare domani alla Fenice, in palcoscenico, con una gran festa di amici. "Sarà una cosa fatta bene, professionale, anche perché la riprende la tv", assicura la festeggiata, Katia Ricciarelli.
Il debutto di Katia Ricciarelli (anzi Catuscia, come risulta sulla pergamena del conferimento dell’onorificenza di Grand’Ufficiale del 1994, e addirittura Maria Stella sul registro dell’anagrafe di Rovigo, ma da sempre chiamata Katia) avvenne in 'Bohème', a Mantova, nel 1969. Si considera però la sua vera entrata nel mondo lirico a partire dal 1971, da quel concorso Rai per Voci Nuove Verdiane che la catapultò nella sfera dei grandi. Katia aveva 25 anni.

 


Bilanci?
"La mia salvezza è stata fare tutto. Nel canto e poi in altri settori, per non cadere nella routine. Non si può cantare Mimì e Liù per tutta la vita. E allora sono andata alla ricerca di cose nuove. Per l’occasione dei 40 anni, ho voluto preparare velocemente un cofanetto di quattro cd, scegliendo le cose che mi sono parse migliori. Ascoltando le mie registrazioni, mi son proprio detta: ma ho fatto tutto questo? Ma cosa volevano altro da me?"
"Altro", a Katia Ricciarelli, sarebbe proprio impossibile chiedere. Dopo lo sterminato repertorio lirico (con incursioni nell’operetta) profuso in ogni parte del mondo, la cantante ha affrontato la regia, la direzione artistica (Osimo, Lecce, Macerata), la fiction tv, il cinema (con il primo film, "La seconda notte di nozze", regia di Pupi Avati, ha vinto il Nastro d’Argento). Ha persino partecipato a un reality show ("La Fattoria"). "Ho lavorato come una bestia — dice — e ho dimostrato che si può essere celebri e uscire da una prova simile senza perdere nulla".

 


Tornando ai bilanci...

"Positivi. Non ho mai avuto rimpianti. Io ho sempre amato anche i miei errori. Ho avuto molte batoste, ma ne sono venuta fuori. E niente tragedie. Se la casa minaccia di cadermi in testa, io mi sposto".
Gli amori? Gli uomini più importanti che hanno giocato un ruolo nella turbolenta vita sentimentale di Katia Ricciarelli, considerata una delle più grandi seduttrici del mondo teatro, sono tre: José Carreras, una lunga relazione; Paolo Grassi, si parlava di nozze; Pippo Baudo, 18 anni di matrimonio. Ma Katia risponde con un nome solo: José.

 


"Con lui c’era tutto: la giovinezza, la passione, la condivisione professionale... Tredici anni di rapporto con grandi trasporti, liti, abbandoni, sofferenze, riappacificazioni. Ma anche quando è finita, non ho mai avuto un momento di rancore. Ancora adesso, l’ho invitato alla Fenice, l’avrei voluto accanto in questa occasione, ma è impegnato. Però mi manderà un video che ha girato per essere in qualche modo presente".

 


Al momento
lei è sola. L’amore la tenta ancora?
"L’amore è un punto chiuso. Adesso ci vogliono tanti requisiti, occorre la persona giusta con la quale poter dialogare, farsi compagnia. Adesso si pensa a qualcuno con cui invecchiare. Non si può più sbagliare".
Ha sempre un viso splendente, Katia Ricciarelli, tra le rarissime autentiche "voci d’angelo" del belcanto, con Tebaldi e Caballè. Si è arroccata a Verona ("Ho anche una casa sul lago, a Bardolino: sono tornata nel mio Veneto"). Partecipa a serate televisive e a fiction. (Prossima l’uscita della serie "Ritmo" su Canale 5).
"Soprattutto, non voglio fare il confronto con me stessa. Con quella che sono stata, con quella che sono. Mi son levata tutte le voglie. La realtà è quella di oggi, e posso guardarla in faccia senza sotterfugi. So anche prendermi in giro. Vediamo che cosa c’è ancora davanti".

Carla Maria Casanova

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