Rovigo, 31 gennaio 2018 - Silurato da vicesindaco a sua insaputa. Con la notizia che è rimbalzata prima in rete su facebook anziché essere comunicata al diretto interessato. Rimasto per ore convinto di essere ancora il numero due della giunta di Rovigo. Intuendo poi il peggio perché era stato cancellato dalla chat di giunta. Quella di Ezio Conchi, esponente di Forza Italia, è l’ennesima storia simbolo dell’Italia politica che stiamo vivendo. E che marcia verso il voto del 4 marzo. Il sindaco Massimo Bergamin gli ha revocato incarico e deleghe, ma lui alle 15,30 di ieri non sapeva ancora nulla di ufficiale. Il nuovo vicesindaco è Antonio Saccardin, esponente di Presenza Cristiana, la ‘gamba’ cattolica della giunta.

In un documento firmato da Bergamin si motiva la rimozione di Conchi . «Il rapporto di fiducia con il vicesindaco Ezio Conchi – si legge – è venuto irrimediabilmente a mancare a seguito delle posizioni assunte e veicolate a suo tempo dallo stesso a mezzo degli organi di stampa in merito ai rapporti tra il sindaco e Forza Italia. Si tratta di posizioni che il vicesindaco non avrebbe dovuto assumere né tantomeno divulgare perché, attenendo a questioni di relazioni tra partiti politici, risultano in palese contrasto con il ruolo istituzionale che il sindaco gli ha assegnato». Per ora nessuna sostituzione come da nota dell’ufficio stampa: il numero degli assessori scende a 7 . Ma nel Palazzo si mormora già il nome del nuovo assessore. Al posto di Conchi sarebbe pronto ad essere imbarcato Andrea Bimbatti, un altro forzista, che i tam tam danno ben piazzato essendo nella manica dell’attuale commissario di Forza Italia, Piergiorgio Cortelazzo. Per Bimbatti sarebbe un ritorno essendo già stato assessore nella giunta di centrodestra guidata da Bruno Piva. E il suo possibile clamoroso ritorno potrebbe creare un effetto a catena: si vocifera di un contraccolpo che potrebbe produrre un ‘rimpasto’ di deleghe e quella più contesa è quella ‘delicata’ dei lavori pubblici oggi in mano a Saccardin. Tant’è. In Comune è andato in scena il copione per cui Cortelazzo propone e Bergamin dispone, una recita a soggetto alla quale ci ha abituati l’attuale sindaco leghista, per la serie avvicendamenti e rimpasti. Completamente spiazzato è rimasto Conchi. «Non ho ricevuto nessuna comunicazione – afferma raggiunto telefonicamente ieri pomeriggio – nessuno mi ha avvertito».

Ma non le hanno neanche telefonato?

«No, l’ho letto su facebook. A dire il vero ho ricevuto una telefonata di un amico che mi avvertiva ‘ guarda che ho letto su facebook, mi puoi dire qualcosa?’ ma poi basta. Ho capito che non facevo più parte della giunta perché mi hanno cancellato dalla chat, ma una comunicazione ufficiosa prima e ufficiale poi non mi è arrivata finora».

Era da diverso tempo che si parlava di una sua cacciata, si è accorto che le stavano scavando la fossa?

«Da due anni so che c’è un gruppo di amici di Forza Italia che mi vogliono sostituire, ma non mi sono mai preoccupato delle chiacchiere, sapevo che girava questa richiesta ma sapevo anche che c’erano favorevoli e contrari».

Fatto sta che il commissario Cortelazzo ha fatto la richiesta che il sindaco Bergamin ha accolto subito nominando vicesindaco Saccardin.

Se questa non è una congiura, poco ci manca?

«Da chi sia partita la richiesta di sostituzione e chi l’abbia sostenuta, non lo so. So per certo una cosa e cioè che il ruolo di vicesindaco spetta a Forza Italia in base ad un patto con la Lega. Se adesso hanno dato l’incarico a Saccardin si tratta di una violazione degli accordi iniziali. Ma se alla dirigenza di Forza Italia va bene cosi, ne prendo atto».

Un’altra pagina turbolenta di Forza Italia in Polesine. E così?

«So che Adria è sull’orlo del burrone, che a Rovigo accadono movimenti strani e con le candidature alle politiche siamo stati praticamente annessi a Padova. Ma su Forza Italia adesso non riesco a fare un’analisi, ci devo pensare».