Rovigo, 22 ottobre 2017 - La parola passa alle urne. Dopo una lunga campagna che ha visto misurarsi in questi mesi le posizioni dei favorevoli e dei contrari al referendum sull’autonomia del Veneto a volte con toni molto accesi e scambi di accuse pesanti, oggi si sono aperti i seggi. E i risulati sono stati alti in tutto il Veneto, anche se Rovigo è rimasta fanalino di coda.

Alle 19 la percentuali dei rodigini che ha voluto voltare è stata del 41,9%, - unica provincia venea sotto al 50% assieme a Belluno che ha fatto registrare il 45% - mentre alle 12 l'affluenza era stata del 16%. Il dato è dell'osservatorio elettorale regionale. La provincia con maggior affluenza percentuale è stata Vicenza (55,9% alle 19 e 25,2% alle 12). Sono circa 4 milioni i cittadini veneti che hanno diritto di voto e che oggi potranno finalmente esprimersi ai seggi. Le urne sono aperte dalle 7 alle 23 per il referendum che ha un valore consultivo. 

La consultazione popolare è diventata a partire dalle prime ore, quando era solo una proposta, un braccio di ferro politico tra gli schieramenti in lizza, con divisioni che hanno riguardato sia il Partito democratico e sia, a livello locale, il movimento Cinque Stelle. Nei giorni scorsi Sambinello, esponente storico dei Cinque Stelle di Lendinara e fautore del referendum, aveva puntato il dito con forza contro i ‘colleghi’. In particolare la consigliera regionale Patrizia Bartelle che ha invece bocciato con forza la consultazione popolare. Sul fronte del Partito democratico opposte le posizioni del sindaco di Occhiobello Daniele Chiarioni e di quello di Canaro Nicola Garbellini, entrambi convinti sostenitori del sì al quesito referendario, rispetto al collega di Polesella Leonardo Raito che ritiene l’operazione uno spreco di denaro.

Un appuntamento elettorale fortemente voluto dalla Lega Nord con il presidente della Regione, Luca Zaia, al suo secondo mandato dopo la vittoria conquistata nel 2015, ed il segretario federale del Carroccio, Matteo Salvini che in questi mesi si sono spesi in prima persona con una serie di incontri con i cittadini che sono stati promossi in tutto il Veneto. L’elettore dovrà presentarsi al seggio munito di un idoneo documento di riconoscimento. Non serve in questo caso avere la tessera elettorale, se non come promemoria per non sbagliare il seggio dove va espresso il voto, che infatti è quello indicato nella tessera elettorale in possesso di ciascun elettore. È previsto per questa consultazione referendaria il quorum.