Rovigo, 28 dicembre 2017 - Rielezione o no i parlamentari polesani ostentano grande tranquillità e sicurezza. Almeno all’apparenza. Nessuno sembra preoccupato del futuro che fra poco potrebbe attenderlo lontano dagli scranni vellutati dei palazzi della politica romani. Manca poco infatti alle elezioni politiche, le date più probabili sono il 4 e l’11 marzo, ma dipenderà dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che però si dice che potrebbe dare l’annuncio ufficiale già domani o dopodomani. Uno che tenterà sicuramente di fare un secondo giro alla Camera è Diego Crivellari, 42 enne del Partito Democratico. Non dovesse essere inserito in una posizione fortunata, avrebbe però un lavoro sicuro ad attenderlo. Il tanto celebrato «posto fisso», statale. Il rodigino, originario di Rosolina, dovrà solo spostarsi di qualche chilometro. All’istituto Luzzatti di Mestre lo attende una cattedra. È infatti un insegnante di ruolo di storia e filosofia delle scuole superiori.

Bartolomeo Amidei invece, ex sindaco di Loreo, è entrato a legislatura in corso, il 25 settembre 2014 e nel frattempo ha anche cambiato partito, dopo una militanza di oltre vent’anni in Forza Italia ha lasciato i berlusconiani, in dissenso con i vertici veneti, per approdare a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Non si sa ancora dove troverà posto nelle liste del suo nuovo partito, ma in caso non venisse eletto ha un lavoro che lo attende a casa. Amidei infatti è un dirigente in aspettativa per un’azienda privata di prodotti per la nutrizione delle piante, fertilizzanti, bio stimolatori ed altro.

Per Emanuela Munerato potrebbe chiudersi invece un’esperienza lunga dieci anni, due legislature alle spalle, la prima alla Camera, eletta nel 2008 con la Lega Nord, la seconda al Senato, sempre con la Lega all’inizio, ma nella primavera del 2015, per seguire Flavio Tosi nella sua candidatura contro Luca Zaia alla presidenza della Regione, è entrata nel gruppo misto.

Ora Flavio Tosi con Raffaele Fitto ed Enrico Zanetti ha fondato «Noi con l’Italia», lista che dovrebbe fare da “quarta gamba” alla coalizione di centrodestra formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Ma c’è lo sbarramento del 3 per cento da superare per partecipare al riparto dei seggi, un risultato non così scontato. La Munerato, prima dell’esperienza parlamentare, era un’operaia del settore tessile, ma l’azienda per la quale lavorava da ormai molti anni ha chiuso i battenti. Nonostante ciò, la 51enne lendinarese, ostenta serenità: «In realtà, non so nemmeno se mi ricandido. Al momento non ho programmi per quando finirà la legislatura. Ci penserò quando sarà il momento. Io non mi preoccupo».