Era il 1885. A New York veniva completata la Statua della Libertà, a Bologna veniva fondato “il Resto del Carlino”: due simboli cittadini, due eventi diversissimi eppure destinati a caratterizzare nel tempo, un tempo che pare infinito, le città che furono allora teatro inconsapevole della loro nascita.
Centotrenta anni fanno cinque generazioni. È dunque da cinque generazioni che prima i soli bolognesi, poi gli emiliani, i romagnoli e i marchigiani si informano, dibattono, si arrabbiano e si consolano leggendo il Carlino. Un giornale, certo, ma anche qualcosa di più. “il Resto del Carlino” è percepito come un’istituzione, un fratello maggiore che da sempre cerca di comprendere, di avvertire e persino di difendere i propri cittadini-lettori. E si tratta di lettori esigenti, uomini e donne liberi che dal loro giornale pretendono in primo luogo la libertà. L’onestà intellettuale, l’indipendenza di giudizio. Un quotidiano indipendente, di servizio. Un servizio alle famiglie, alla borghesia, ai ceti produttivi e, per senso di responsabilità e tradizione storica, alla Patria. 

Da Carducci a D’Annunzio, da Croce a Einaudi, da Pascoli a Parise, da Prezzolini a Spadolini, sulle colonne del Carlino sono comparse le firme migliori d’Italia e grazie a queste firme eccellenti e alle migliaia di ottimi giornalisti che nel tempo vi hanno lavorato, dell’Italia “il Resto del Carlino” ha sempre dato la propria, particolare lettura. Mai faziosa, semmai appassionata. Mai presuntuosa, semmai scanzonata. Perché un po’ di quello spirito goliardico che caratterizzò il Carlino delle origini continua a vivere in noi e a voce bassa ci suggerisce di non prenderci troppo sul serio. 

Non c’è bar di paese, in queste regioni, dove non capiti di vedere esposta sul bancone almeno una copia del nostro giornale. I clienti consumano, poi leggono, e infine discutono di quel che hanno appena letto. Sono copie sottratte alle edicole, ma ci fa piacere lo stesso. E da quando, sotto la testata Quotidiano Nazionale, a “il Resto del Carlino” di Bologna si sono aggiunti “La Nazione” di Firenze e “Il Giorno” di Milano, le radici locali hanno guadagnato un’invidiabile, e in effetti invidiata, dimensione nazionale, quotidianamente suggellata da oltre due milioni di lettori effettivi. 

Da sempre il Carlino ha aperto le proprie porte alle nuove generazioni di lettori: ogni anno, infatti, oltre duemila studenti visitano la nostra redazione e le nostre rotative per comprendere come nasce il giornale, mentre oltre duecento Scuole Secondarie di Primo Grado partecipano al Campionato di Giornalismo, sperimentando in prima persona le emozioni e le difficoltà del mestiere. La nostra speranza è che il fascino della carta possa nel tempo continuare a convivere con la praticità dell’elettronica. Continuate ad usare i vostri iPad e i vostri smarthphone, ma non abusatene. E soprattutto non rinunciate mai ai libri e ai giornali di carta: è un tipo di lettura diversa, è una lettura più profonda. 

Andrea Cangini 
Direttore Responsabile QN Quotidiano Nazionale - il Resto del Carlino