Abbado guida
il suono da S. Stefano
verso il cielo
Trionfale concerto del Maestro e dell'Orchestra Mozart per il restauro della basilica di Santo Stefano, per iniziativa del Carlino. Tanta gente anche sotto i portici della piazza per seguire l'evento sui maxischermi
Bologna, 15 settembre 2010- TRE CONCERTI, Sette Chiese, la bacchetta magica di Claudio Abbado, gli archi dell’Orchestra Mozart che si confondono con gli archi millenari di uno straordinario complesso monumentale. La grande musica celebra la spiritualità più intima, sabato 18 settembre nella Basilica di Santo Stefano di Bologna, un concerto organizzato nell’ambito delle iniziative promosse da il Resto del Carlino per sostenere i lavori di restauro delle celeberrime Sette Chiese. Tre diversi momenti musicali per accompagnare il pubblico attraverso le architetture secolari della Basilica, un viaggio dell’anima in cui suoni e pause faranno da contraltare all’intatta e commovente sacralità dei luoghi.
IL PRIMO CONCERTO alle 19, nella Chiesa del Sepolcro, con i Solisti dell’Orchestra a interpretare il Divertimento K 563 di Mozart, un’opera in cui la divina e geniale levità del compositore salisburghese si irradia ovunque, pura bellezza che sembra innalzarsi idealmente verso l’infinito. Il secondo appuntamento con i Solisti, alle 19.40 nella Chiesa dei Protomartiri SS. Vitale e Agricola, appare come una rivelazione del tempo e dello spazio, due coordinate che sembrano perdere la loro dimensione per lasciare spazio alle geniali architetture armoniche del Sestetto per archi n. 1 op. 18 di Johannes Brahms.
Infine, alle 21 nella Chiesa del Crocifisso, Claudio Abbado e l’Orchestra Mozart, accompagnati da tre solisti come il soprano Julia Kleiter, il contralto Sara Mingardo e il violinista Giuliano Carmignola, eseguiranno dapprima tre celebri capolavori bachiani, due arie dalla Passione Secondo Matteo BWV 244 – “Erbarme dich, mein Gott” e “Ich will dir mein Herze schenken” –, l’aria dalla Passione Secondo Giovanni BWV 245, “Es ist vollbracht, o Trost” e il Concerto per violino BWV 1042, per poi affrontare lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
BACH CANTA, commuove, diviene struggente nelle Arie tratte dalle Passioni, mentre il capolavoro di Pergolesi riesce ad accostare l’uomo a Dio, con semplicità, ingenua immediatezza e sincera devozione, che parte dal cuore e al cuore arriva, con le immortali strofe di Jacopone da Todi a raccontare la morte di Cristo attraverso il dolore e l’infinito amore di chi lo accolse tra le braccia per l’ultima volta.
UN CONCERTO irripetibile, probabilmente, per il luogo in cui si svolgerà e per l’inarrivabile maestria degli interpreti, a partire ovviamente dal grande Claudio Abbado, che ha accolto immediatamente e con entusiasmo l’iniziativa del nostro giornale. Una serata che toccherà le sfere più alte dello spirito e dell’arte, per sostenere insieme, grazie all’ineffabilità della musica e al mistero della sacralità, l’incommensurabile bellezza della Basilica di Santo Stefano.
di Uberto Martinelli







