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Perdere un major alla moviola
La storia di Dustin Johnson

Il 26enne americano non ha preso parte al playoff del Pga Championship appena concluso, a causa di una penalizzazione di due colpi all'ultima buca del quarto giro. La telecamera ha registrato il tocco del bastone sulla sabbia del bunker

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Roma, 17 agosto 2010 – Ci sono vittorie che valgono una carriera. Uno slam nel tennis, una Champions League nel calcio, un Tour de France nel ciclismo o una discesa sulla Streif di Kitzbuhel nello sci. Nel golf è un major il torneo che si sogna da bambini.
 

Dustin Johnson era a un passo dal realizzarlo domenica scorsa sul green di Whistling Straits, nel Wisconsin. Quarto giro del 92esimo Pga Championship, buca 18, 71 completate alle spalle. Johnson ha un colpo di vantaggio su Kaymer (futuro vincitore) e Bubba Watson, se non sbaglia il torneo è suo. Ma il primo colpo finisce largo sulla destra, la pallina piomba in un bunker: brusio della folla, tensione a mille.
 

Si gioca tutto in quel banco di sabbia, bisogna uscirne indenni per arrivare almeno al playoff. La gente si accalca intorno a lui, la concentrazione è pressione. Non è facile. Ecco che Dustin colpisce la pallina e supera l'ostacolo. Ce l'ha fatta. Poco importa che con la mazza abbia toccato la sabbia e abbia violato il regolamento: nell'enfasi del momento nessuno sembra essersene accorto, nemmeno i giudici.
 

Sembra, appunto. Johnson chiude la buca in cinque colpi e si appresta a disputare il playoff: se la vedrà con Kaymer e Watson, tutto è ancora in discussione. E invece no. In fondo al green ad attenderlo ci sono un giudice e due colpi di penalizzazione, la moviola ha colpito.
 

E affondato: addio playoff, torneo e sogni di gloria. Lo statunitense, già tre vittorie nel circuito Pga in carriera, non se ne capacita, ma la sua reazione è composta. Il giudice lo porta davanti al maxischermo: l' infrazione è palese, il ralenti e i replay non lasciano spazio a repliche. Lo sconforto assale Johnson e subito torna alla mente lo scorso Us Open, quando cominciò l'ultimo giro con tre colpi di vantaggio sul secondo. Ma l'ultima tornata fu un disastro: 82 colpi per completare le ultime 18 buche, roba da amatori.
 

E' la seconda volta che il successo in un major gli sfugge, ma questa fa ancora più male perché arriva per una sola, piccola, disattenzione. “Ma le regole sono regole”, commenta Johnson, e se la moviola è nelle regole, allora va rispettata. Dustin ha 26 anni, è nel pieno della carriera e di occasioni ne avrà ancora tante. Ma quel bunker e quello schermo, c'è da scommettere, non li dimenticherà facilmente.