Bologna, 19 giugno 2017 - Leggo delle misure adottate per il concerto di Vasco Rossi a Modena e sono davvero scandalizzata. Perché non si prendono tali misure in difesa delle nostre forze armate in occasioni difficili? Poi chi paga? Naturalmente noi limoni che siamo rimasti appena con qualche goccia. Gli artisti incassano. Noi paghiamo. E poi va bene se pagano le tasse. Ma siamo dei poveri italiani.
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risponde Beppe Boni, vicedirettore de Il Resto del Carlino

Una precisazione: sono le forze armate che devono difendere il Paese o assolvere compiti di peacekeeping all’estero. Dovere dell’Italia è dotare l’apparato militare e delle forze dell’ordine delle risorse per assolvere i loro compiti. Il concertone di Modena. Certo, mettere in piedi un apparato di sicurezza per un evento come questo ha un costo. Ma se lei moltiplica i costi della sicurezza che ogni giorno la pubblica amministrazione sostiene per i controlli negli stadi, negli altri eventi sportivi o di intrattenimento il conto è altrettanto alto. Ma c’è il lato positivo. A Modena il concertone consente di riempire, ristoranti, alberghi, ostelli, bar, case private. Un indotto economico consistente. L’Emilia è la valle della musica, un evento di questa portata trascina con sè qualche disagio. Godiamoci il fatto che anche con la chitarra in mano l’Emilia Romagna è sul podio. 
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