{{IMG_SX}}Rimini, 30 gennaio 2008- Ieri i primi provini. Oltre 700 aspiranti cantanti, provenienti per lo più dalle Marche, Toscana e Romagna per entrare a far parte del casting di X-Factor, il programma tv in onda a fine febbraio su Raidue. Oggi parte la seconda selezione. Casting blindato davanti a Simona Ventura, Francesco Facchinetti, Mara Maionchi e Morgan. Al termine delle selezioni riminesi verranno scelte 30 voci, che parteciperanno alla grande selezione finale.

 

Il freddo attanaglia. Ma si resiste. Per ore. Pazientemente in fila, determinati ad arrivare fino in fondo per coronare il sogno di una vita. C'è chi è partito da Bologna alle 6 di mattina, chi invece per non rischiare ha deciso di dormire a Rimini, per riuscire ad arrivare prima ai cancelli del Palacongressi. Tanti i giovanissimi, ma anche padri e madri di famiglia ultrasessantenni, che si sono presentati per i provini di X-Factor.

 

Tra i ‘big’ della fila, Elgido Demelli, 82 anni di Piacenza. "Sono arrivato a Rimini ieri. Mi piace lo swing americano, amo esibirmi in pubblico e voglio provare anch’io a sfondare". Gli fa eco Martina, 45enne di Ravenna: "Non sono più giovane, ma canto da una vita. La speranza è l’ultima a morire. Quando ho visto che questo programma non aveva limiti d’età, mi son detta: è l’ultima occasione, poi smetto".

 

Una 32enne un po’ spaesata ha ricevuto la chiamata di convocazione alle 19 di lunedì sera: "Ho chiamato poco prima di partire il mio capo e ho detto che ero ammalata...". "Io invece mi sono preso un giorno, ma non ho detto che venivo qui... non mi avrebbero preso sul serio" afferma Paolo, 50enne di Rimini. "Sono agitatissimo, so che non sono un cantante, ma mi piace l'idea di tentare: adoro il mondo dello spettacolo", confida Stefano 27enne di Modena.

 

Poi ci sono le madri che gareggiano con le figlie o addirittura minorenni che accompagnano le proprie madri e le incitano a tentare. Un padre bolognese senza paura si avvicina alle telecamere all’ingresso: "Ascoltate mia figlia". La piccola comincia a cantare, tra gli applausi dei candidati e il silenzio di qualche invidioso. Coppie di fidanzati che mano nella mano duettano e si coccolano, un tipo con il cappello da cowboy accompagnandosi con la chitarra accenna un blues un po’ maccheronico, e allenta la tensione. Finalmente si entra.

 

Ti danno un modulo da compilare. Tre fogli in tutto, dove con due sole frasi ci si deve presentare: nome, cognome, età, residenza. Si racconta in due parole della propria vita, dei propri sogni. Una voce al microfono chiama il tuo numero. Quelli dello staff affermano: "Fatevi vedere il più possibile, ci sono le telecamere. Cantate a voce alta, decisi".

 

"Venga avanti il 1669". Sali le scale insieme ad altri sei ‘colleghi’, riscaldi la voce, mentre si respira ansia. Apri la porta, davanti a te uno uomo solo con un cappellino che ti dice: "Ciao. Cosa ci proponi?". Parte la voce, due minuti. Hai fatto. "Grazie. Se sei passata ti contatteremo". Abbassi la testa e ti avvii all'uscita. Dietro di te centinaia di persone che non vedono l'ora di varcare quella porta. "Avanti un altro". E tu te ne vai a casa con la speranza di ricevere la famosa telefonata...