{{IMG_SX}}Rimini, 11 aprile 2008 - I riminesi in fila, anche non più giovani, che pagano il ticket sanitario alle insaziabili macchinette. Ma c’è chi da anni non ha questa incombenza: sono gli Stp, gli stranieri temporaneamente presenti (di fatto clandestini), esentati da ogni balzello, su tutto il territorio nazionale. Col risultato che negli ultimi sette anni l’Ausl di Rimini ha presentato richiesta di risarcimento alla Prefettura per ottenere i fondi del Ministero della Salute (che comunque sono sempre soldi nostri) per per quasi 7,5 milioni di euro.

 

Uno sproposito se consideriamo che Bologna tocca appena i 5 milioni, che Ravenna passa di poco i 3, che Modena non arriva ai 4 e Ferrara viaggia sui 2,5. Non parliamo di Forlì: 530mila euro appena . Un salasso di proporzioni allarmanti segnalato da Roberto Corradi, consigliere regionale della Lega Nord. Il quale rivela come in sette anni la spesa per l’assistenza gratuita ai clandestini (si badi bene, clandestini) nella sola Emilia Romagna abbia toccato i 40 milioni di euro.

 

"Le Ausl - lamenta Corradi - non comunicano i dati dei clandestiti alla Questura impedendo eventuali procedure di allontanamento. Il risultato è che il numero dei clandestini curati è in continuo aumento. Non solo: pare che molte Ausl dell’Emilia Romagna largheggino con il rilascio delle tessere sanitarie Stp a stranieri che in realtà da anni si trovano sul nostro territorio". Quindi per nulla temporaneamente. E a che prezzo...