I giullari
I giullari

Cupramontana (Ancona), 26 luglio 2019 - Al via stasera e per tutto il weekend il Festival del Folclore a Cupramontana, con gruppi provenienti da tutta Italia. Tre giorni di balli in costume tipico, canti popolari per riscoprire tradizioni e storia: la capitale del Verdicchio diventa per tre giorni crocevia di culture differenti protagonista il colorato palcoscenico ricco di sfumature. L’organizzazione è del gruppo folcloristico Massaccio che a Cupramontana ospiterà gruppi folcoristici del Nord, Centro, Sud e isole con tutta la loro energia e i loro costumi estrosi e variopinti.
Due le novità di quest’anno: Cupramontana ospita il XXII UfiFest (incontro nazionale dei gruppi folcloristici italiani) con l’esibizione di diversi gruppi folcloristici italiani e la presenza di piccoli, ma grandi artisti che per la prima volta si esibiranno sul palcoscenico.

Si inizia stasera (ore 21,30, ingresso libero) in piazza IV Novembre con ben cinque gruppi: Massaccio, Coro Gabriel (il coro dell’Accademia Popolare Gallurese Gavino Gabriel), Campidano (Cagliari), I Pedarroti (Reggio Calabria) e Val Resia. Tra le curiosità Val Resia, oltre a presentare musiche, danze e costumi propri della comunità delle Alpi Giulie, testimonia una realtà culturale ancora oggi esistente.


Poi dal le 23,30 il al parco Colle Elisa. Sabato alla stessa ora si esibiranno: Quelli dell’Ara (Dilottrano), Val Resia, I giullari e Sot la nape (‘Sotto la cappa del focolare). Anche domani e domenica sera la serata proseguirà in musica al parco Colle Elisa. Domenica pomeriggio (ore 18,30) la festa che da piazza Cavour coinvolgerà tutto il paese con sfilata dei gruppi e balli in piazza. E così alle 21,30 nuova esibizione con sei gruppi. Ma il festival del folclore è anche itinerante: stasera farà tappa anche a Belvedere e domani a Fabriano ai giardini del Poio.
“Etnie e usi differenti – spiegano gli organizzatori - rendono Cupramontana un punto di riferimento per la fusione e la comprensione di usi e costumi differenti. Una vera e propria kermesse culturale”.