Lo show è stato esaltato dalla critica di tutto il mondo
Lo show è stato esaltato dalla critica di tutto il mondo

Ancona, 3 dicembre 2018 - Un capolavoro della danza internazionale sta per arrivare al Teatro delle Muse di Ancona. E’ ‘Show’ della Hofesh Shechter Company, in scena martedì 4 (ore 20.45), che Marche Teatro propone in esclusiva regionale. La coreografia e le musiche sono di Hofesh Shechter, uno dei più dirompenti coreografi della nuova scena mondiale, il quale ha già collaborato con Marche Teatro nella coproduzione internazionale ‘Grand Final’ (2017).

Sul palcoscenico saliranno Robinson Cassarino, Natalia Gabrielczyk, Adam Khazhmuradov, Neal Maxwell, Zunnur Sazali, Juliette Valerio, Emma Farnell-Watson e Riley Wolf. Originariamente commissionato e creato per NDT 1 nel 2016 con il titolo ‘Clowns Show’, il balletto è prodotto in associazione con Home Manchester e Lyric Hammersmith, e con il supporto della Fondazione I Teatri Reggio Emilia e dell’Attenborough Centre for the Creative Arts di Brighton, dove la copagnai è stata in residenza creativa.

Definito dalla stampa come «un cuore selvaggio pieno di furia omicida e ipnotico desiderio», quello della Hofesh Shechter Company è uno spettacolo di danza in tre atti firmato da Shechter, una figura potente definita dal Times come «una combinazione tra un danzatore e una rockstar con la sensibilità del regista cinematografico». Il gruppo impegnato nello spettacolo è formato da giovani danzatori selezionati in tutto il mondo. ‘The Entrance’, ‘Clowns’ e ‘Exit’ sono le tre parti in cui è suddiviso lo spettacolo, e se i pagliacci, i clowns appunto, sono caratterizzati da una violenza caotica, al limite dell’omicida, l’intero ‘Show’ è concepito come il risultato di un gruppo di artisti anarchici che recitano le loro parti in un macabro circo, «visione pungente e buffa di un mondo in cui gli sciocchi possono essere re e i re possono essere degli sciocchi».

Il risultato è un travolgente mix di danza, teatro e rock, cifra stilistica della compagnia di Hofesh Shechter. L’artista israeliano non è soltanto un fantasioso coreografo e un bravissimo ballerino, ma anche un compositore, ed è ormai noto in tutto il mondo per suoi lavori. A cominciare da ‘Fragments’ del 2003 e da ‘Gran Final’.

Lo spettacolo è stato esaltato dalla critica di tutto il mondo. Neil Norman (The Stage) lo ha definito «un lavoro maturo e magnifico, viscerale e sorprendentemente tenero». Rosita Boisseau (Le Monde) ha usato l’espressione «fuochi d’artificio coreografici», concludendo con un «a must see» (assolutamente da vedere). Scrivendo di ‘Grand Finale’ Judith Mackrell (The Guardian) ha parlato di «un selvaggio valzer per la fine dei tempi». Insomma, uno spettacolo imperdibile, capace di affascinare anche di non frequenta abitualmente il mondo della danza.