Verranno proposte le prime due parti dell’intero progetto
Verranno proposte le prime due parti dell’intero progetto

Ancona, 8 gennaio 2019 - Nell'epoca del boom delle serie televisive, anche il teatro punta sul fattore ‘serialità’. Nel segno del più grande drammaturgo di tutti i tempi: William Shakespeare. L’idea è di Lino Musella, Paolo Mazzarelli, autori, attori e registi ben noti al pubblico marchigiano, che danno il via al loro progetto ‘Who is the King’, suddiviso in otto ‘episodi’. Da oggi a sabato (ore 20.45, info 07152525) e domenica (16.30) al Teatro Sperimentale di Ancona vanno in scena, in esclusiva regionale, i primi due.

‘Riccardo II’ ed ‘Enrico IV – Parte prima’. Seguiranno la seconda parte di ‘Enrico IV’, ‘Enrico V’, le tre parti di ‘Enrico VI’ e Riccardo III, in quest’ordine, andando così a raccontare circa un secolo di storia inglese. Sul palco una compagnia di dieci attori che ‘gioca’ con i re shakespeariani, guardandoli da vicino. Tra di loro c’è l’anconetana Laura Graziosi, più volte al lavoro con la coppia Musella-Mazzarelli.

Graziosi, intorno a cosa ruota questa ‘serie’ teatrale?
«Il filone individuato è la forma del potere politico, o l’uomo politico ai tempi di Shakespeare, tra re e passaggi di corone. Da qui il titolo: ‘Chi è il re’. E poi c’è l’analisi dell’uomo in quanto persona. Ci chiediamo fin dove può arrivare il potere, il suo rapporto con le esigenze umane, e quindi il rapporto del re con se stesso. Ciò scatena tutta una serie guerre, conflitti sociali e contraddizioni interiori. Il re e la corte. Il re e il popolo».

Lei in questo primo capitolo che ruoli interpreta?
«E’ una vedova che porta il lutto causato dal potere: tutti dicono che è il re ad aver ucciso suo marito. Il potere come colpa. E’ come un’ombra che viene lanciata su tutto. Poi la maledizione cadrà sulla casa di Riccardo II, che si renderà protagonista di soprusi sul popolo. Nella seconda parte, quando avviene il passaggio di corona, con Enrico IV, interpreto uno dei personaggi di quello che abbiamo chiamato il backstage».

Di che si tratta?
«E’ tutto il mondo fuori dalla corte, che assorbe la vita personale del re: osterie, divertimenti, farsa. Qui il re è dedito alle sue passioni. E si concede fin troppo per quelli che sono i canoni di un sovrano. Io dovrei essere l’ostessa, ma gli autori hanno operato una trasposizione, per cui divento una sarta. Il ‘backstage’ comunque potrebbe ricordare un bar».

Potere, politica e passioni. Temi sempre attuali.
«E’ molto interessante trovare in un autore come Shakespeare temi, fil rouge, che ci avvicinano a quello che succede anche oggi. E grazie a questa formula della serialità si possono esplorare diverse situazioni».