La lontananza dai luoghi della cultura si fa sentire sempre di più: ecco allora che il museo Federico II ‘Stupor mundi’ di Jesi, puntando sulla multimedialità lancia in rete dei viaggi virtuali. Tour guidati all’interno della struttura museale jesina dedicata all’imperatore che qui è nato ma anche negli altri musei che si affacciano sulla stessa piazza e in centro storico. Un visitatore apre al posto dello spettatore virtuale le 16 stanze tematiche e dotate di effetti speciali del museo. "Un viaggio alla scoperta della città, attraverso le sue...

La lontananza dai luoghi della cultura si fa sentire sempre di più: ecco allora che il museo Federico II ‘Stupor mundi’ di Jesi, puntando sulla multimedialità lancia in rete dei viaggi virtuali. Tour guidati all’interno della struttura museale jesina dedicata all’imperatore che qui è nato ma anche negli altri musei che si affacciano sulla stessa piazza e in centro storico.

Un visitatore apre al posto dello spettatore virtuale le 16 stanze tematiche e dotate di effetti speciali del museo. "Un viaggio alla scoperta della città, attraverso le sue meraviglie, seguendo il legame della città con l’imperatore Federico II". Sette le puntate guidate dalla visitatrice anche nel cuore medioevale della città. Ecco all’interno del museo federiciano sono esposti anche degli abiti, ricostruzioni di quelli indossati dai 4 Papi che Federico II ha incontrato nella sua vita: sono rossi non bianchi.

"La verità sulla storia e le tradizioni legate all’abito talare del Papa è molto difficile da definire con certezza – spiegano dal museo –. Alcuni storici credono che l’abito bianco fu introdotto nel 1566 con l’elezione di Papa Pio V, Papa che decise di continuare a indossare i colori del suo ordine monastico di appartenenza, quello domenicano. Ci piace citare questa supposizione perché Papa Pio V si chiamava Antonio Ghislieri. Un discendente, quindi, della casata a cui apparteneva il palazzo che ora ospita il nostro splendido museo".

E poi ancora altri dettagli poco noti di quello che ha rappresentato la figura di Federico II nel mondo e nei secoli. "Lo sapevate – spiegano dal museo – che Federico II ha fondato la prima Università laica e statale? È accaduto il 5 giugno 1224 e ancora oggi l’Università porta il nome del suo antico fondatore. Nell’architrave aggettante della facciata di accesso si può leggere l’antico motto dell’ateneo ‘Ad Scientiarum Haustum et Seminarium Doctrinarum’ che significa "alla fonte delle scienze e al vivaio dei saperi". Fonte di scienze, seminario di dottrine e crocevia culturale del Regno di Sicilia lo era davvero la rinomata università partenopea e continua a esserlo a distanza di secoli". Un viaggio nel medioevo e nelle figure che lo abitavano a partire da Costanza d’Altavilla che partorì Federico II proprio davanti alla sede del museo. "Quest’è la luce de la gran Costanza che del secondo vento di Soave generò ’l terzo e l’ultima possanza". Così Dante ricorda Costanza D’Altavilla nel III canto del Paradiso. Madre di Federico II, l’Imperatrice Costanza morì a 44 anni, il 27 novembre 1198. Costanza fu sepolta nella cattedrale di Palermo in un sarcofago di porfido rosso - dove ancora oggi riposa - vicino al sarcofago del padre Ruggero II e a quello di suo marito, l’Imperatore Enrico VI di Hohenstaufen.

Sara Ferreri