Jesi (Ancona), 10 novembre 2013 - Mentre i commissari Bankitalia sarebbero già al lavoro per cercare un gruppo interessato a entrare in Banca Marche, emergono nuovi allarmanti dettagli dai verbali degli ispettori di via Nazionale consegnati nei giorni scorsi anche alla Procura di Ancona che ha già individuato nove indagati.

"Diffuse irregolarità nei processi creditizi, portate all’attenzione dell’autorità giudiziaria" che sarebbero anche andate a favorire la ‘cricca’ del G8 (i costruttori Anemone e l’ex provveditore Angelo Balducci). Così il verbale dell’ispezione condotta Bankitalia sull’istituto di credito marchigiano tra marzo e settembre 2013. Credito fuori controllo per una decina di costruttori almeno.

Gli ispettori Bankitalia nel verbale di avvio del procedimento sanzionatorio consegnato agli ex componenti del Cda e dei collegi sindacali in carica fino al 2013, sono chiari: "Permangono elevati rischi di credito associati ai gruppi Lanari (principale affidato con 236 milioni), Casale, Ciccolella, Minardi-Polo Holding e Foresi per i quali i tentativi di ristrutturazione non hanno dato esiti positivi. Anzi per i primi due le condizioni si sono aggravate sfociando in insolvenza con maggiori previsioni di perdita (32 milioni contabilizzati a giugno 2013). Inoltre sarebbero stati concessi crediti senza verifiche mirate del merito e delle garanzie sulle posizioni di Mazzaro Canio Giovanni, Marano-Gaglio-Caputo, Minardi Vincenzo, Malavolta Gaetano (Hotel Fiera srl), Christian Immobiliare e Concetti Riccardo (Penserini Costruzioni srl) con esposizione complessiva per 224, 5 milioni e rettifiche di valore per 79,4 milioni".


Per l’intero gruppo Banca Marche ammontano a ben 1,5 miliardi di euro in un anno e mezzo le rettifiche di valore sui crediti e oltre 750 milioni le perdite. "Scarsa attenzione alle garanzie anche per il gruppo Sordoni".


Per Bankitalia, che per i profili penali (si parla di plurimi reati societari e contro il patrimonio) ha consegnato tutto i materiale in Procura, il Cda - specie nel 2011 e 2012 - ha ispirato la propria azione a criteri gestionali "poco prudenti senza un incisivo controllo sull’operato dell’Esecutivo. La carente attività del board per Banca d’Italia ha consentito una notevole sottostima del rischio del credito percepita però solo in sede di approvazione della semestrale 2012".


Un assetto organizzativo e dei controlli carente dunque. "Insufficienti anche le verifiche nella scelta dei periti (per gli immobili a garanzia) quattro dei quali, impiegati massicciamente, sono stati recentemente allontanati per inaffidabilità".


Principale imputato per via Nazionale l’ex dg Massimo Bianconi: "Aveva mantenuto — dicono gli ispettori — sotto la propria responsabilità tutte le unità di controllo e non aveva assicurato la corretta funzionalità dell’area crediti, attribuita ad uno degli ex vicedirettori generali insieme a quella commerciale (Stefano Vallesi)".

Ora è improcrastinabile il potenziamento del processo di recupero crediti e necessario rafforzare la valutazione delle garanzie anche attraverso l’accelerazione del riordino del sistema di gestione dei periti.
A breve dovrebbe avviarsi anche la fase dei prepensionamenti dei dipendenti del gruppo (3.300 in tutto) che ammonterebbero a 300 unità.

Sara Ferreri