87 cittadini chiedono al Presidente Acquaroli di salvare il Consultorio di Senigallia

87 cittadini di Senigallia lanciano una petizione per salvare il Consultorio, che da tempo non riesce più ad erogare le prestazioni previste dalla legge nazionale. Chiedono al Presidente Acquaroli di assumersi le responsabilità.

É partita da un gruppo di 87 cittadini la crociata per "salvare" il Consultorio di Senigallia che da tempo non riesce più ad erogare le prestazioni per cui è costituito. Tra i firmatari della petizione c’è anche l’ex assessore comunale alla sanità ed ex ginecologo dello stesso consultorio Carlo Girolametti. "Il nostro Consultorio nonostante il numero di ostetriche e ginecologhe sia sempre sottodimensionato, riesce a portare avanti con determinazione l’assistenza alla gravidanza, la contraccezione a lungo termine gratuita e le attività con le giovani e i giovani adolescenti e preadolescenti – affermano i firmatari –, ma è particolarmente grave quanto sta accadendo a Senigallia. In 15 anni abbiamo assistito al depauperamento del personale e del sistema di equipe e per molti è impossibile accedere ai servizi. Siamo contrari alla privatizzazione del servizio e all’introduzione di personale non qualificato". In base alla legge nazionale nei Consultori pubblici dovrebbero esserci, tra gli altri, una equipe stabile di costetriche, ginecologhe, psicologhe, assistenti sociali, infermiere, per svolgere colloqui sociali, psicologici e psicoterapie brevi per le problematiche relative alla vita di coppie, famiglie e singoli, pap test per la prevenzione, incontri di accompagnamento alla nascita, consulenza per infertilità, contraccezione, interruzione volontaria della gravidanza, visite ginecologiche. I firmatari chiedono il "rispetto degli obiettivi della legge nazionale per cui è prioritario investire risorse". Altra nota dolente le liste di attesa e l’impossibilità, al momento di prenotare alcuni esami come la risonanza magnetica o la colonoscopia. Il Comitato Cittadino in difesa dell’ospedale senigalliese chiede al Presidente Francesco Acquaroli "di chi siano le responsabilità".

Giulia Mancinelli