PIERFRANCESCO CURZI
Cronaca

Acquaroli verso le Regionali: "Ricci candidato contro di me?. Non guardo mai gli avversari"

Intervista al governatore a poche ore dal trionfo elettorale di FdI e in vista della sua riconferma "Noi siamo totalmente concentrati nel dare risposte ai marchigiani dopo anni di immobilismo".

Acquaroli verso le Regionali: "Ricci candidato contro di me?. Non guardo mai gli avversari"

Acquaroli verso le Regionali: "Ricci candidato contro di me?. Non guardo mai gli avversari"

Elezioni Europee e amministrative rappresentano già il passato, prossimo ma presto remoto. Bisogna guardare avanti e il futuro prevede le Regionali dell’autunno 2025 (si parla del posticipo a inizio 2026). La campagna elettorale, in pratica, è già partita e il governatore, Francesco Acquaroli, parla da candidato del centrodestra confermato.

Presidente Acquaroli, il suo sfidante a sinistra sarà quasi certamente Matteo Ricci, questo la preoccupa?

"Mi consenta una premessa, io non guardo agli avversari. Non voglio parlare di chi sarà il mio competitor da qui ai prossimi mesi. Sarà il Partito Democratico e la coalizione di centrosinistra a decidere lo sfidante da mettere in campo. Noi siamo totalmente concentrati nel dare risposte ai marchigiani che per troppi anni non sono arrivate. Quanto all’opposizione, è giusto che facciano il loro lavoro, alla ricerca di un’alternativa politica alla destra come noi abbiamo fatto a lungo dall’opposizione".

La sfida è aperta, ma sarete pronti alla sfida?

"Noi stiamo dando delle risposte come mai in passato. Penso alla ricostruzione post-sisma, all’alluvione e sul fronte delle infrastrutture".

Sulla sanità però c’è qualche passaggio a vuoto, o no?

"Le riforme sanitarie stanno prendendo corpo, serve tempo. Siamo in attesa degli atti aziendali, sarebbe pregiudiziale giudicarla prima di tale esito. Vogliamo dare una visione nuova alle Marche, una regione al plurale ma con un obiettivo unico e condiviso. A 15 mesi dalle Regionali dobbiamo delineare l’andamento politico del territorio e queste tornate elettorali sono state come un sondaggio attraverso cui la cittadinanza ha dato una risposta chiara confermandoci la loro fiducia".

I risultati di Europee e Amministrative rafforzano il centrodestra?

"Senza dubbio, anche grazie ai buoni risultati dei nostri alleati di governo, nazionale e regionale. Gli assetti governativi sono in grande salute. Mi lasci dire una cosa...".

Dica...

"Non voglio essere petulante e ripetitivo, ma sulle infrastrutture paghiamo un gap di 30-40 anni di inattività a cui stiamo dando delle risposte per la prima volta. Le Marche erano al pari di altre regioni del centro-nord, ora sono in ritardo. A parte la terza corsia dell’autostrada e la Quadrilatero c’è stato solo immobilismo. Da cinque anni siamo considerati una regione in transizione per una serie di motivi, non cresciamo, anzi arretriamo. Abbiamo perso una banca, dobbiamo tornare indietro e capire perché".

È più felice per l’elezione di Carlo Ciccioli al Parlamento Europeo o per la riconferma della destra a Potenza Picena?

"La vittoria di Carlo è qualcosa di epocale e vorrei sottolineare anche le 75mila preferenze marchigiane per Giorgia Meloni di cui nessuno parla. La città dove risiedo è nel mio cuore, l’ho governata e c’è soddisfazione perché il progetto costruito con fatica assieme agli amici va avanti".