Ancona, 21 novembre 2020 - "Tutta colpa del valore registrato la settimana scorsa. Siamo piombati nella fascia di sicurezza intermedia che ha costretto la chiusura, tra le altre, delle attività di ristorazione producendo effetti negativi importanti". Così il presidente della giunta regionale delle Marche, Francesco Acquaroli che però conferma alcune indiscrezioni: "La settimana precedente l’indice Rt era a 1,01 addirittura e prima stavamo anche meglio, ma poi la settimana scorsa è salito a 1,55 (ricordiamo che il valore entro cui bisogna rimanere per evitare conseguenze è 1,25, n.d.r.). Adesso siamo tornati in una situazione favorevole, il trend di questa settimana parla di un indice dell’1,17. Ora – continua – in caso di buon andamento della curva del contagio nelle Marche anche per la prossima settimana, credo che presto si possa tornare in zona gialla. È presto per dirlo, ma i segnali sono confortanti. Non so con esattezza la tempistica dell’eventuale riconversione, credo si debba ragionare nell’ottica delle due settimane di valori confermati".

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Ieri un consigliere di Ascoli in quota Lega, Andrea Maria Antonini, ha lanciato un post su Facebook quasi trionfale: "Partiamo con una buona notizia: dobbiamo resistere fino al 3 dicembre, dopodiché si tornerà in zona gialla. La realtà è che il famigerato indice Rt (l’indice di riproduzione della malattia, n.d.r.) delle Marche si è notevolmente abbassato". Alla luce di questo post, ecco il commento di Acquaroli: "Quanto scritto da Antonini è una sua deduzione, ma credo fondata. Penso lui faccia riferimento al 3 dicembre come data in cui scade l’ordinanza emessa dal governo".

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Il virus intanto non si ferma e colpisce ancora duro nelle Marche. Sono stati 512 i nuovi casi su 1.725 tamponi nel percorso nuove diagnosi (29,68%). Il bilancio da inizio pandemia tocca quota 25.613. Ecco la divisione per provincia: Ancona 7.617 casi, Pesaro-Urbino 5.187, Macerata 5.645, Fermo 3.005, Ascoli Piceno 3.376 e 783 provenienti da fuori regione. Crescono i ricoveri, da 604 a 623, di cui 81 in terapia intensiva (+3). Infine ci sono da registrare altre 7 vittime, la più giovane aveva 70 anni e la più anziana 94, tutti con patologie pregresse.