Ancona, 24 agosto 2018 - Una medusa grande come una padella e una microalga che resta attaccata alla pelle: ma, sorprese del mare, ad essere pericolosa non è la prima, bensì la seconda. Tutto è accaduto ieri, in una caldissima giornata di fine agosto. Il Comune «a titolo cautelativo e fino a nuova disposizione» ha emesso un divieto di balneazione al Passetto per la microalga Ostreopsis Ovata, potenzialmente tossica se supera il valore limite di 1000.000 cellule al litro. E’ appartenente alla classe delle Dinoflagellate e fiorisce ciclicamente da diversi anni. Non è il primo divieto di balneazione in quella zona ma stavolta lo specchio di mare interessato è quello più gettonato da bagnanti e turisti, ovvero quello proprio sotto l’ascensore. «Si sconsiglia – dicono ancora dal Comune –, di sostare sul litorale del Passetto per prevenire il rischio di disturbi respiratori dovuti a inalazione di aerosol marino della tossina e si raccomanda di evitare di pescare e di non mangiare molluschi, ricci di mare e granchi prelevati nella zona ascensore». Si tratta di una precauzione, certo, ma leggere queste poche parole suscita comunque un po’ di apprensione. Non negli appassionati del Passetto però che ieri, un po’ perché ignari del divieto, un po’ perché convinti che chissà quante volte in passato hanno fatto il bagno in mezzo ad alghe tossiche senza saperlo, sono andati in acqua lo stesso. Non una folla certo, anche perché al mare non c’era tantissima gente e l’acqua si presentava un po’ torbida, alga tossica a prescindere.

«Io l’avviso l’ho visto – dice un bagnante – ma un paio di tuffi li ho fatti lo stesso. Ti rimane un po’ di residuo sulla pelle, basta fare una doccia e passa tutto». Il divieto in questione, oltre che diramato dal Comune su internet e attraverso i mezzi di informazione, è stato affisso su due cartelli, uno in pineta e uno in spiaggia. Un foglio A4 con le indicazioni citate prima, ma certo senza un simbolo di divieto o un po’ di colore, è stato visto da pochi. E anche quei pochi, il bagno l’hanno fatto comunque.

E ieri mattina dall’altra parte della città, ovvero al porto antico, un bel banco di meduse si attardava vicino alla banchina davanti alla Rotonda. Una trentina di esemplari, dai 5 centimetri di diametro fino ai 40, di colore marrone: «Si tratta di una specie totalmente innocua, anche per i bambini piccoli – spiega il prof Robero Danovaro, luminare dell’Univpm –. Proprio ieri ce n’erano molte qui in Sicilia, dove sono ora, e la gente è uscita dall’acqua spaventata. Poi ne ho presa una in mano, facendo vedere a tutti come siano innocue. Si tratta della Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata), una scifomedusa della famiglia Cepheidae, comune nei nostri mari. E’ detta anche ‘uovo all’occhio di bue’ per la sua forma. In questo periodo dell’anno – continua il prof – è molto facile trovarle in acqua ma non c’è da temere. Anzi, si tratta di una delle meduse più belle e dai colori più intensi del Mediterraneo».