Il professor Roberto Danovaro e l'ordinanza che vieta i bagni
Il professor Roberto Danovaro e l'ordinanza che vieta i bagni

Ancona, 25 agosto 2018 - «Questo allarme va preso sul serio». E se lo dice il professor Roberto Danovaro, biologo marino dell’Università Politecnica conosicuto in tutto il mondo, c’è poco da stare allegri. L’alga tossica fa paura e non è il solito titolo estivo. Non solo è rischiosa per chi fa il bagno, ma anche per chi resta sulla spiaggia. E’ che solitamente, come ci spiega il prof, la sua fioritura avviene tra la fine di settembre e il mese di ottobre perciò i suoi effetti sulla vita dei bagnanti sono limitati. A volte neanche notati.

ALGA_33222716_082427

Leggi anche: Mucillagine, meduse e alghe: l'estate nera della Riviera

Stavolta, a causa degli stravolgimenti climatici, l’alga è diventata pericolosa quando ancora la stagione estiva è nel pieno svolgimento. E la fatica più grande è convincere la gente che non c’entra avere «la pellaccia» abituata a sale e sole, perché si tratta di una specie tropicale e, per l’appunto, realmente tossica.

Professor Danovaro, è giustificato l’allarme sull’alga tossica al Passetto?
«Direi proprio di sì. Io non sono un allarmista (sulle grosse meduse in acqua giovedì invitava le persone ad avvicinarle per la loro bellezza e il loro essere assolutamente innocue, ndr), ma stavolta mi unisco completamente a quanto detto dal Comune. Anzi, bravi quelli dell’Arpam ad aver agito subito. C’è da fare un encomio ai tecnici che con il loro monitoraggio ad hoc hanno lanciato subito l’allarme facendo scattare il divieto».

Ma che cos’è quest’alga tossica?
«Si tratta di una specie aliena nel Mediterraneo, di origine tropicale, arrivata qui attraverso le navi o le zavorre. E’ una delle cinquanta specie aliene presente nei nostri mari da qualche anno e purtroppo questa Ostreopsis Ovata è tra le specie più pericolose».

In che cosa consiste il pericolo?
«Il rischio reale per la salute non c’è solo in caso di ingestione di molluschi o del pescato o in caso di contatto in acqua. Il problema è che le sue tossine si diffondono per via aerea».

Come funziona questo processo?
«La microalga fiorisce e a galla arriva una specie di schiumetta bianca che oltre a diffondersi in acqua si diffonde nell’aria. Questo aerosol marino è molto pericoloso se respirato».

Cosa succede al corpo umano?
«Anche solo sostando sul lungomare si possono accusare disturbi alla respirazione, affaticamento, spossatezza. La sensazione è quella di una brutta intossicazione alimentare. Problemi ancora più seri sono dati a livello renale anche solo, ripeto, con la semplice inalazione dell’aerosol».

I sintomi si manifestano subito?
«Sì, sono praticamente immediati. Iniziano con un malessere diffuso, quindi è facile scambiarli per qualcos’altro, ma il collegamento è evidente se si accusano i sintomi in spiaggia, in mare o subito dopo».

In spiaggia, subito dopo il divieto, c’era gente sia in acqua che a riva. La maggior parte dei bagnanti non era minimamente preoccupata dall’allerta. Come dire, cosa stai a spaventarti per un’alga.
«Immagino, purtroppo la parte più difficile è convincere le persone. Ma le ripeto, io, che non sono assolutamente uno di facili allarmismi, sconsiglio vivamente di fare il bagno, mangiare pescato di quella parte di mare e anche stare in quella zona in spiaggia».

E allontanandosi non so, di trecento metri? Non cambia molto la situazione, immagino, spostandosi alla Seggiola del Papa.
«No, credo di no. O meglio, non mi sentirei di escludere il pericolo soprattutto in presenza di vento».

Quando finirà l’allerta?
«Di solito servono un paio di setimane. Questa cosa non viene notata perché questo fenomeno si verifica normalmente tra settembre e ottobre, a stagione conclusa. Quest’anno c’è invece in tutta Italia, i punti più critici sono proprio Ancona e Genova. Potrebbero aiutare le mareggiate previste per il weekend».