di Alberto Bignami Puntuali, ancor prima di mezzogiorno, l’assessore alla protezione Civile, Stefano Foresi, insieme all’assessore alla Cultura, Paolo Marasca, e ai responsabili della Protezione Civile, si sono ritrovati alla Mole Vanvitelliana per verificare se quello che fu un lazzaretto, può oggi diventare uno dei centri vaccinali per la città e il suo hinterland. Il sopralluogo è stato attento e meticoloso ma la decisione, circa la possibilità che lo diventi, verrà successivamente esaminata e presa dall’Asur. "I due locali che abbiamo visto – ha spiegato Foresi -, che sarebbero la Sala...

di Alberto Bignami

Puntuali, ancor prima di mezzogiorno, l’assessore alla protezione Civile, Stefano Foresi, insieme all’assessore alla Cultura, Paolo Marasca, e ai responsabili della Protezione Civile, si sono ritrovati alla Mole Vanvitelliana per verificare se quello che fu un lazzaretto, può oggi diventare uno dei centri vaccinali per la città e il suo hinterland. Il sopralluogo è stato attento e meticoloso ma la decisione, circa la possibilità che lo diventi, verrà successivamente esaminata e presa dall’Asur. "I due locali che abbiamo visto – ha spiegato Foresi -, che sarebbero la Sala Boxe e l’ex sala Museo Omero, sono quelli più comunicanti tra loro e, per questo motivo, anche quelli più ‘appetibili’. Adesso sarà una decisione dell’Asur, che ha chiesto le planimetrie dalle quali si vedranno quindi quali sono le vie di fuga, di ingresso, di uscita e tutto il resto. Con l’assessore Marasca – ha aggiunto – abbiamo assicurato che andremo all’Autorità Portuale a richiedere il parcheggio davanti al mercato ittico". Circa l’area di sosta infatti "c’è un ricambio ogni ora: il tempo necessario affinché si somministrino le dosi – ha proseguito – e poi ecco il turno successivo; quindi si riuscirebbe anche a risolvere la questione inerenti gli arrivi". Lo spazio sembrerebbe non mancare perché "sono quasi 800 metri quadri – ha ricordato – e gli spazi sono quasi intercomunicanti. Ringrazio l’assessore Marasca per aver dato questa opportunità importante". La Mole "ha una destinazione culturale – ha spiegato Marasca -, solo che questa destinazione non può essere effettivamente espletata finché non si fanno abbastanza vaccini, quindi è un cane che si mangia la coda. Se la Mole si mette a disposizione – ha proseguito –, se necessario, per aiutare a fare i vaccini; significa che si può fare prima e meglio l’attività culturale. E’ una cosa che va insieme però, naturalmente – ha chiosato – la presenza di eventuali rientri per i vaccini alla Mole non pregiudica l’attività della corte della Mole per quel che riguarda eventuali attività di spettacolo, nel caso li lascino fare a livello nazionale, anche perché gli orari non combaciano dato che le somministrazioni si concludono alle 20, e non combaciano nemmeno gli spazi. Ovviamente i vaccini sono la priorità". L’idea della Mole è nata in giunta "e la scelta – hanno detto – è nata per prima". Ulteriore sopralluogo è stato fatto successivamente anche al Parcheggio degli Archi dove la scelta è ricaduta "su un piano intero" ma, anche in questo caso, è tutta da valutare. L’idea potrebbe essere quella di occupare tutto il primo piano che ha uno spazio di circa 4mila metri quadrati. Si andrebbe a parcheggiare nella zona, poiché gli altri piani della struttura rimarrebbero funzionanti. Bisogna valutare però gli interventi da fare quali, ad esempio: potenziare l’illuminazione, sistemare i bagni ed altro. L’idea sembrerebbe comunque essere fattibile seppur, anche in questo caso, sarà l’Asur a doversi poi esprimersi in maniera definitiva.