fincantieri,pericolo amianto
fincantieri,pericolo amianto

Ancona, 27 febbraio 2016 - Fincantieri condannata a un risarcimento di 1,099 milioni di euro per l’ennesima morte da amianto. La sentenza è stata emessa dal giudice civile Andrea De Sabata il 24 febbraio, ma è stata notificata ieri all’avvocato Marco Guidotti, che ha intrapreso una battaglia legale per vedere risarciti i tre figli dell’operaio, scomparso nel 2006 a 54 anni.

Il Tribunale di Ancona, per calcolare l’indennizzo, ha stabilito una cifra pari al 100% dei risarcimenti previsti dalle tabelle di Milano (prese a parametro per quantificare il danno) cui è stata aggiunta una maggiorazione. La sentenza è immediatamente esecutiva, anche se Fincantieri ha la possibilità di impugnarla. La vittima dell’amianto, A. B. di Jesi, aveva svolto per anni l’attività di saldatore elettrico all’interno dei cantieri del porto dorico. Era stato assunto nel 1973, poi nel 2000 aveva ottenuto un pensionamento anticipato con una serie di benefici previdenziali perché l’Inail aveva riconosciuto, nel suo caso, un’esposizione all’amianto di oltre 17 anni, ossia dall’assunzione fino al momento in cui Fincantieri aveva eliminato i pericoli legati all’eternit dai luoghi di lavoro, come previsto dalla legge. All’inizio del 2006 all’ex operaio era stato diagnosticato un mesotelioma pleurico, che nel giro di pochi mesi lo ha portato alla morte: il decesso era avvenuto il 28 aprile.

A 10 anni di distanza, la sentenza del giudice De Sabata, che ha deciso al termine di un duello medico legale tra l’avvocato Guidotti e i legali di Fincantieri. Secondo i consulenti dell’azienda, la malattia di cui soffriva il 54enne era un sarcoma, non direttamente collegato all’esposizione all’amianto. Il Tribunale ha però accolto la tesi del consulente nominato dagli eredi della vittima, che aveva chiesto un supplemento di perizie e un’indagine epidemiologica. Proprio lo studio epidemiologico è stato decisivo: sulla base delle statistiche, è stato dimostrato che nell’ambito dei cantieri navali sono rari i casi di sarcoma, mentre è molto più diffuso tra gli operai il mesotelioma pleurico. A determinare l’indennizzo, anche il fatto che i tre figli dell’ex saldatore fossero molto giovani: avevano 31, 29 e 26 anni quando il padre morì e rimasero senza genitori, dato che nel 2003 avevano perso anche la madre. Solo il più grande aveva cominciato a lavorare, mentre gli altri due erano ancora studenti.