Uno dei controlli delle forze dell’ordine a Marina Dorica: qui le Fiamme Gialle
Uno dei controlli delle forze dell’ordine a Marina Dorica: qui le Fiamme Gialle
di Marina Verdenelli Lavora per un armatore che dopo un furto di denaro lo allontana, ma lo skipper inizia a perseguitarlo e a pretendere soldi per mansioni mal pagate. "Se non me li dai ti gonfierò la faccia di schiaffi e di pugni ogni volta che ti incontrerò". Questo il tono delle minacce che avrebbe subito un 52enne senigalliese, presidente di una associazione velica con la barca a Marina Dorica. Dalle parole l’ex dipendente sarebbe passato anche ai fatti, il 2 febbraio del 2018, prendendolo a pugni in faccia proprio al porto turistico. Adesso lo skipper,...

di Marina Verdenelli

Lavora per un armatore che dopo un furto di denaro lo allontana, ma lo skipper inizia a perseguitarlo e a pretendere soldi per mansioni mal pagate. "Se non me li dai ti gonfierò la faccia di schiaffi e di pugni ogni volta che ti incontrerò". Questo il tono delle minacce che avrebbe subito un 52enne senigalliese, presidente di una associazione velica con la barca a Marina Dorica. Dalle parole l’ex dipendente sarebbe passato anche ai fatti, il 2 febbraio del 2018, prendendolo a pugni in faccia proprio al porto turistico. Adesso lo skipper, un anconetano di 46 anni, è finito a processo per lesioni, minacce ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

I due si conoscevano da diversi anni per la passione comune della vela. L’armatore, che nel processo è parte civile con l’avvocato Corrado Canafoglia, aveva chiamato diverse volte l’imputato, socio dell’associazione che il 52enne presiedeva, per una sua collaborazione ad alcuni eventi velici organizzati nel mare Adriatico. In qualche passata occasione aveva anche utilizzato l’imbarcazione personale dell’armatore. A Capodanno 2016 però lo skipper subisce un furto di 5mila euro, le quote di alcuni partecipanti ad una iniziativa velica che non avrebbe dovuto avere con sé ma che avrebbe dovuto depositare nell’associazione. Dopo quel fatto il 46enne viene allontanato poco a poco dal club e utilizzato solo per sporadiche collaborazioni. Qui inizierebbero i problemi raccontati ieri dalla vittima che è stata sentita davanti al giudice Elisa Matricardi. L’armatore ha riferito come lo skipper avrebbe iniziato a tartassarlo con telefonate e messaggi per avere soldi di lavori che, stando alla parte offesa, aveva già preso. Per l’imputato però quelle cifre già incassate non sarebbero state sufficienti. Nelle richieste il 46enne avrebbe fatto riferimento anche ad una mediazione fatta nel 2017 e per la quale non era stato ancora saldato. "Avevo così timore che mi facesse del male – ha riferito l’armatore in udienza – per le continue minacce subite che avevo chiesto di non farlo più entrare al porto".

Il 2 febbraio del 2018 infatti, stando all’armatore, lo skipper lo avrebbe atteso nascosto dietro ad una barca, a Marina Dorica, per prenderlo a pugni in faccia. Un’aggressione che costrinse il senigalliese ad andare in ospedale dove i medici gli diedero 7 giorni di prognosi. "Quando ti incontro da solo ti ammazzo" avrebbe detto sempre lo skipper al 52enne. Le richieste di denaro sarebbero diventate sempre più pressanti dopo la vendita della barca, a dicembre 2017.

Ieri in tribunale ha testimoniato anche un artigiano che a febbraio era presente all’aggressione a Marina Dorica. Il giudice ha poi rinviato l’udienza al 15 dicembre per sentire i testi della difesa e iniziare la discussione. L’imputato, che rigetta le accuse, è difeso dall’avvocato Fulvia Bravi.