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25 mag 2022

"Arsenalotti", il cantiere navale che ha fatto la storia della città

Il volume di Roberto Giulianelli ne racconta le vicende dalla barriera gregoriana alla seconda guerra mondiale

25 mag 2022
La copertina del libro di Giulianelli
La copertina del libro di Giulianelli
La copertina del libro di Giulianelli
La copertina del libro di Giulianelli
La copertina del libro di Giulianelli
La copertina del libro di Giulianelli

I Greci nel IV secolo a.C. scelsero Ancona per la favorevole conformazione del suo golfo, ideale approdo per le loro navi mercantili. Da quel momento in poi tutta la storia della città iniziò a ruotare attorno al porto, luogo nevralgico sotto ogni profilo, sino ai nostri giorni quando rappresenta la prima industria della regione. E se il porto ha costituito e costituisce il fulcro della storia, dell’economia e della società anconetana, i suoi cantieri navali sono un elemento di studio e di analisi fondamentali. Gli storici ne hanno scritto dai secoli più lontani riportando notizie che sono di grande interesse per gli studiosi ma sempre comunque parziali. Nessuno si è preso l’impegno di approfondire scientificamente e sotto ogni aspetto la vita dei cantieri in un arco temporale di 107 anni, come ha fatto Roberto Giulianelli nel suo volume "Arsenalotti. Il cantiere navale di Ancona dalla barriera gregoriana alla seconda guerra mondiale".

L’opera fa parte della Collana Ricerche Storiche, dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche, edita da Il Lavoro Editoriale e prende in esame l’evolversi della storia dei cantieri navali dal 1838, quando l’ingegnere Michele Bevilacqua presentò il progetto di costruzione della barriera, sino al 1945. Lo studio di Giulianelli esamina la storia dell’arsenale, dei suoi lavoratori, con le loro lotte sindacali e le vicende economiche, politiche e sociali legate ai cantieri, riportando una vastissima documentazione sia degli atti pubblici che delle notizie apparse sui giornali dell’epoca dall’Ordine al Lucifero, dal Rigoletto al Cigno, per citarne alcuni. Sono cinque i capitoli di cui si compone l’opera: i Cantieri Liguri anconetani, I primi operai, I Cantieri navali riuniti, Tra la grande guerra e il fascismo, Note sugli anni del regime. Di particolare interesse l’appendice con "Le costruzioni del cantiere dal 1899 al 1945" con l’elenco di tutte le navi costruite dove è riportato il tipo di nave, il suo nome, il committente, l’anno di consegna, le dimensioni, la stazza e la velocità e "Gli infortuni al Cantiere" dove sono elencati cronologicamente tutti gli infortuni occorsi al cantiere dall’ottobre 1899 all’agosto 1939. Anche perché, come scrive Giulianelli nell’introduzione "il cantiere fu i suoi operai, ma fu anche le sue navi, i suoi dirigenti, i suoi impiegati, i suoi sorveglianti e i politici che vi ruotarono intorno allo scopo di darsi una vetrina per la loro attività". Persone e fatti che contribuirono a forgiare l’Ancona del ’900 la cui storia di ieri e di oggi, non può assolutamente slegarsi da quella del suo "arsenale".

Claudio Desideri

© Riproduzione riservata

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