La rapina al portavalori della Fitist del 30 settembre del 2015
La rapina al portavalori della Fitist del 30 settembre del 2015

Ancona, 14 maggio 2018 - Dopo oltre due anni di ricerche si è concluso con 8 indagati il caso della rapina al portavalori della Fitist avvenuta ad Ancona il 30 settembre del 2015 e che fruttò un bottino di 4,7 milioni di euro. La squadra mobile di Ancona, coordinata dalla procura della Repubblica locale, ha dato un volto ai banditi del commando, che aveva aperto il fuoco sull’Autostrada Ancora Sud-Loreto, con il conseguente blocco della circolazione stradale. Inoltre i veicoli utilizzati dai rapinatori erano stati incendiati. Oggi la pm Irene Bilotta, titolare del fascilo d’indagine, ha disposto 8 perquisizioni domiciliari in provincia di Foggia a carico degli indagati ritenuti gli esecutori materiali della rapina.

Le perquisizioni sono state eseguite in zona Cerignola. Quattro si trovavano già in carcere in quanto arrestati il 30 agosto 2017 insieme ad altri 4 rapinatori, perché ritenuti responsabili di un altro assalto ai portavalori avvenuta a Pisa il 30 settembre 2016. Con la conclusione delle indagini, la polizia di Stato ha inferto un duro colpo alla criminalità foggiana, individuando i responsabili di una serie di assalti a portavalori avvenuti tra il 2015 e il 2016 nelle reti autostradali italiane.

Il capo del sodalizio criminale, pluripregiudicato originario di Cerignola, era già stato arrestato il 7 giugno 2016 dalla squadra mobile di Ancona mentre era ricercato. Il latitante si nascondeva in una casa colonica nella periferia di Cerignola, destinatario di una condanna definitiva a 17 anni di reclusione (che ora sta scontando) per aver commesso altre rapine sia in banca nelle Marche, sia ad altri furgoni portavalori, tra cui una rapina a Bologna commessa nel 2008. Durante l’arresto la polizia ha sequestrato, in un casolare a disposizione del latitante, diverse bande chiodate, seghe a motore per il taglio dei tettini dei portavalori, due automobili rubate, lampeggianti simili a quelli utilizzati dalla polizia, palette di segnalazione e documenti falsi.