di Pierfrancesco Curzi Sono dati in chiaroscuro quelli registrati ieri nelle Marche sul fronte della lotta contro la pandemia. Se da una parte preoccupa la crescita dei contagi, non tanto sul fronte numerico, quanto su quello della percentuale tra tamponi processati e positivi, e l’aumento dei posti letto occupati in terapia intensiva (76, +3), dall’altra i ricoveri complessivi (659, -8) calano per la prima volta dopo settimane. Ridotti di quasi la metà anche i decessi, altro valore molto delicato: tra mercoledì e ieri le vittime sono passate da 18 a 10. D questi soltanto 2 erano residenti in...

di Pierfrancesco Curzi

Sono dati in chiaroscuro quelli registrati ieri nelle Marche sul fronte della lotta contro la pandemia. Se da una parte preoccupa la crescita dei contagi, non tanto sul fronte numerico, quanto su quello della percentuale tra tamponi processati e positivi, e l’aumento dei posti letto occupati in terapia intensiva (76, +3), dall’altra i ricoveri complessivi (659, -8) calano per la prima volta dopo settimane. Ridotti di quasi la metà anche i decessi, altro valore molto delicato: tra mercoledì e ieri le vittime sono passate da 18 a 10. D questi soltanto 2 erano residenti in provincia di Ancona, un 60enne di Senigallia morto all’ospedale di Jesi e una 85enne di Falconara deceduta all’Inrca di Ancona. Il resto delle vittime vivevano quasi esclusivamente nel Pesarese. Il conteggio dei morti dall’inizio di marzo scorso sale a 1.763, di cui 413 residenti nell’Anconetano.

Sul fronte dei ricoveri, Torrette torna a respirare dopo aver abbondantemente superato quota 100 nei giorni scorsi e rientrando a 95 unità. In proporzione preoccupa l’altissimo numero di contagi all’ospedale di Jesi, ben 80 anche se 50 dei quali nell’area non intensiva del ‘Carlo Urbani’. Ci sono poi i 33 pazienti dell’Inrca (a cui andranno aggiunti i nuovi positivi provocati dal focolaio in geriatria), mentre sono pochissimi i Covid+ a Senigallia e Fabriano. Sul fronte dei contagi nelle Marche sono stati individuati 506 casi di Covid-19, il 26% rispetto ai 1.943 tamponi processati all’interno del percorso per le nuove diagnosi; il giorno precedente, i positivi erano stati 480, il 23,9% dei 2.009 test effettuati. Il totale dei positivi dall’inizio della crisi pandemica è salito così a 48.633 su ben 358.740 tamponi testati dall’inizio dell’emergenza pandemica. I nuovi positivi sono stati individuati 56 in provincia di Macerata (10.406), 181 in provincia di Ancona (13.752), 151 in quella di Pesaro-Urbino (11.373), 66 nel fermano (5.682), 32 nel piceno (5.638) e 20 fuori regione (1.782). Questi casi comprendono 53 soggetti sintomatici, 91 contatti rilevati in ambiente domestico, 161 contatti stretti con positivi, 21 contatti rilevati in ambienti di lavoro, 17 in ambienti di socialità, 3 in ambiente assistenziale, 14 contatti con il coinvolgimento di studenti e 10 rilevati attraverso lo screening nel percorso sanitario; per altri 136 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.

Sempre ieri, sono stati effettuati 2.539 test antigenici e riscontrati 65 casi di positività (2,6%), che saranno sottoposti al tampone molecolare, e 2.185 nel percorso guariti, con un rapporto positivi-testati pari all’11,3%. Resta elevatissimo il numero delle persone costrette in isolamento per essere entrate in contatto con soggetti positivi. Al momento sono quasi 15mila di cui 5.049 soltanto in provincia di Ancona (quella con più casi); di questi 698 sono operatori sanitari (271 nelle provincia anconetana). Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus sono state oltre 160mila di cui quasi 50mila nell’anconetano.