Il padre è stato condannato a 9 anni
Il padre è stato condannato a 9 anni

Arcevia (Ancona), 14 gennaio 2015 - È stato condannato a 9 anni di reclusione il papà 43enne che, nel 2005, avrebbe costretto la figlia di appena 7 anni ad avere rapporti sessuali con uomini sconosciuti, con il volto coperto da una maschera, in un casolare abbandonato nelle campagne del senigalliese.

La decisione era stata presa a inizio novembre, dopo l’ultima udienza del processo che lo vedeva imputato per violenza sessuale aggravata, ma nei prossimi giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. Gli avvocati Margherita Albani e Giovanni Galeota, legali del 43enne, attendono proprio le motivazioni per presentare appello: sostengono che l’uomo è innocente. I giudici, pur condannando il padre, hanno assolto la madre, 39 anni, che era finita a processo in concorso con il marito perché accusata di non aver fatto nulla per fermare le violenze, di cui era a conoscenza. Secondo il collegio, che ha esaminato la documentazione medica dell’imputata, la donna era completamente incapace di intendere e di volere: soffriva di una grave depressione post parto, insorta dopo la nascita della secondogenita, tanto che era stata anche ricoverata per qualche tempo in una clinica. Secondo gli avvocati della difesa, in realtà, le violenze non sarebbero mai avvenute.

«La famiglia era seguita dai servizi sociali – dicono i legali – e mai nessuno si era accorto nulla. Possibile?». La vicenda era esplosa nel 2007, quando la ragazzina, che oggi ha 17 anni, era stata affidata insieme alla sorella di 5 anni più piccola a un’altra famiglia: il Tribunale dei Minorenni aveva sospeso la capacità genitoriale dei genitori naturali per una situazione di disagio legata anche a difficoltà economiche. Con i genitori affidatari l’adolescente aveva percorso alcune strade di campagna attorno a Senigallia, alla ricerca di un agriturismo per festeggiare la sua cresima, quando avrebbe riconosciuto il casolare in cui il padre l’avrebbe fatta prostituire. Aveva raccontato tutto ai nuovi genitori, che avevano sporto denuncia e avevano fatto partire l’inchiesta.

Stando a quanto riferito dalla ragazzina, il padre l’avrebbe minacciata con un martello per costringerla a subire in silenzio le molestie sue e di alcuni sconosciuti. La giovane si era costituita in giudizio attraverso l’avvocato Linda Cavalieri.