Batosta storica, Pd alla resa dei conti La Mancinelli contro tutto e tutti

Infuocata assemblea provinciale del partito tra accuse, veleni e dimissioni per ora soltanto minacciate

Batosta storica, Pd alla resa dei conti  La Mancinelli contro tutto e tutti

Batosta storica, Pd alla resa dei conti La Mancinelli contro tutto e tutti

Un segretario che rimette il mandato, un altro che, a quanto pare, non vuole mollare la poltrona. Il Pd prova a esaminare la pesante sconfitta subita alle recenti elezioni amministrative, ma come spesso accade, non solo in politica, si assiste a un rimpallo di responsabilità o si cerca di trovare un capro espiatorio. La debacle del voto di Ancona è ovviamente il punto cruciale delle discussioni che si fanno in casa dem e così è stato anche l’altra sera in occasione dell’assemblea provinciale del partito dove il segretario Jacopo Falà ha pensato bene di presentarsi rimettendo il mandato. Una mossa dettata anche da possibili imboscate che potevano arrivare durante la riunione. Che poi Falà lasci veramente la guida del Pd provinciale è tutto da vedere.

Ma, come dicevamo, a tenere banco è stata l’analisi della storica sconfitta nel capoluogo di regione, quella città che fino a poche settimane fa era ancora una roccaforte del partito. E, nel corso della riunione, a prendere tra le prime la parola è stata proprio la sindaca uscente Valeria Mancinelli, finita sul banco degli imputati più che la diretta interessata, ossia la candidata sconfitta e fedelissima dell’ex prima cittadina, Ida Simonella. La Mancinelli, nell’assumersi le sue responsabilità, ha di fatto puntato il dito contro tutto e tutti. In primis ha ribadito quella sorta di congiuntura sfavorevole (il Covid) che non le ha consentito di portare a termine una serie di progetti a causa dell’aumento dei costi o dei ritardi accumulati sul fronte dei cantieri aperti. Ma l’ex sindaco non ha risparmiato critiche anche verso lo stesso Falà e altri esponenti del partito colpevoli, secondo lei, di aver remato contro su alcuni temi come ad esempio la questione dell’Area marina protetta. Nella sua analisi non sono mancate frecciate, secondo i ben informati, a Carlo Pesaresi (lo sfidante di Ida Simonella alle Primarie del centrosinistra) e all’ex rettore Sauro Longhi che, secondo chi aveva proposto il suo nome nella possibile futura giunta, avrebbe dovuto convogliare sulla Simonella i voti della sinistra e dei grillini. Cosa che poi non è avvenuta o almeno non con numeri importanti. Insomma, una Mancinelli che si è assunta le responsabilità, ma nei fatti non ha risparmiato le sue critiche verso il partito e alcuni compagni di avventura delle recenti amministrative.

Un atteggiamento che è stato contrastato da altri esponenti dem che hanno contestato alla Mancinelli l’intera operazione messa in piedi in vista delle Comunali. Il tutto partendo anche dalle Primarie che avevano visto vincitrice la Simonella con una scarto minimo (45 voti) contro Pesaresi e con una bassa partecipazione di votanti. Segnali che non si sono voluti vedere e che non hanno portato a un dialogo immediato con la stessa fazione vicina a Pesaresi ma anche al mondo ambientalista, della sinistra e anche grillino che potenzialmente avrebbero potuto portare poi alla vittoria in una grande alleanza. All’ex sindaca, e alla candidata, è stato contestato proprio l’atteggiamento di chiusura, di non aver compreso come la città dava segnali di insofferenza ai quali bisognava rispondere con scelte diverse.

Insomma un confronto acceso e lungo (è terminato a tarda notte) dove l’unico aspetto positivo è che in casa Pd si è tornati a dialogare anche se alla fine, al momento, non ci sono segnali di grandi cambiamenti. Ed è l’obiettivo che anche ieri si voleva ottenere all’assemblea cittadina del partito, cercando si far restare al suo posto il segretario Simone Pelosi che, in teoria, quando fu eletto doveva rappresentare una spina nel fianco della Mancinelli che aveva puntato su un altro nome. Si cerca di muovere le acque il meno possibile per evitare una deflagrazione alla quale poi sarebbe difficile non dare risposte vere.

a. q.