Osimo (Ancona), 7 aprile 2016 - Il 17 aprile saranno due anni che Pierino Bravi è bloccato negli Stati Uniti in stato di arresto. E il processo a suo carico non è nemmeno iniziato. L’osimano titolare della ditta «Bravisol» di Castelfidardo era finito in prigione il 17 aprile 2014 nella contea di Fulton ad Atlanta, la capitale della Georgia, per aggressione sessuale aggravata ai danni di una cameriera dell’hotel dove alloggiava da un solo giorno per concludere un importantissimo affare per la sua ditta di isolanti termici.

«Sta un po’ meglio, lavora con il computer e manda avanti l’azienda in attesa di essere chiamato dal giudice. E’ tutto immobile, come mesi fa», dice il fratello dopo l’ultimo colloquio avvenuto via Skype. Bravi è stato arrestato e chiuso in carcere accanto a pericolosi criminali. Quasi un anno dopo, nel febbraio 2015, Bravi ha messo piede per la prima volta in tribunale per la notifica del capo d’imputazione.

Ha potuto parlare con il giudice alla presenza dei legali di difesa e accusa. Le indagini si sono chiuse, le presunte prove sono state messe sul tavolo prima che il processo abbia inizio con tutto il suo portentoso iter. Adesso è perennemente scortato dai poliziotti, anche se deve andare al supermercato. Porta il braccialetto elettronico ed è stato trasferito in una sorta di appartamento ai domiciliari poco lontano dal carcere.

I familiari non si sono rassegnati ma per loro è dura vivere così. L’anchorman del tg web della «Wsb tv Atlanta local news» a suo tempo aveva dato la notizia asserendo che Bravi avrebbe detto di aver dato alla cameriera venti dollari per i suoi «servizi» ma la Polizia non li ha trovati addosso alla donna. Quel maledetto giorno Bravi, ha raccontato invece lui stesso, era salito nella camera dell’albergo dove aveva visto la cameriera che stava pulendo la sua stanza e così aveva approfittato per uscire e andare a comprare qualcosa. Quando è tornato in camera si è trovato di fronte i poliziotti che l’hanno ammanettato. Pare non esistano video a supporto della tesi della cameriera, riprese di telecamere di videosorveglianza interne, né tanto meno testimoni. Per Bravi si era mosso anche il console ma a oggi, che la travagliata vicenda sta per compiere due anni, tutto è rimasto uguale, anche nell’America dei casi giudiziari celeri.

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