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Camerano, assalto al Grotte Center. Razzìa di gioielli e danni per 120mila euro

Sei rom arrestati anche per lesioni: per inseguirli un militare si è rotto un braccio

di PIERFRANCESCO CURZI
Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2018 alle 07:00

Camerano (Ancona), 9 settembre 2018 - Assalto al Grotte Center, gli autori hanno un volto ed un nome. Si tratta di sei cittadini romeni di etnia rom, tre senza fissa dimora e altrettanti domiciliati tra Roma e Milano. In pochi minuti si erano impossessati di merce per almeno 20mila euro trafugata all’interno della gioielleria Bluespirit del centro commerciale tra l’Aspio e Osimo Stazione.

Un bottino, come hanno raccontato ieri i carabinieri della Compagnia di Osimo, che però potrebbe essere molto più corposo quando verranno rintracciati i diamanti presi dalla banda e che si stanno ancora analizzando. Ingenti i danni alla struttura, quantificati in almeno 120mila euro. Sei degli otto componenti l’organizzazione criminale sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato in concorso e lesioni e si trovano rinchiusi nel carcere di Montacuto in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto fissata per domattina. L’accusa delle lesioni è legata all’infortunio subìto da uno dei militari che, durante l’inseguimento in mezzo ai campi della zona, in piena notte e al buio, dopo aver afferrato uno dei fuggitivi, a seguito di una colluttazione è caduto male procurandosi la frattura di un braccio.

Ne avrà per 30 giorni. Gli ultimi due membri del gruppo sono stati identificati nella zona di Alba Adriatica, sono irreperibili, ma hanno le ore contate. Tutto in una manciata di minuti, il raid spettacolare all’interno del Grotte Center attraverso porte e finestre, letteralmente sfondate, poi l’abbattimento delle vetrine. Un colpo studiato per essere rapido, con un obiettivo chiaro, la gioielleria, senza occuparsi di altro.

Poi la fuga già organizzata. Stava andando tutto alla perfezione, ma la banda non aveva fatto i conti con la prontezza di riflessi dei carabinieri diretti dal maggiore Raffaele Conforti (da domani in servizio alla Compagnia di Forlì) e dal luogotenente Luciano Almiento. La banda potrebbe essere la stessa che ha agito qualche giorno fa ai danni di un distributore di benzina della Q8 a Castelfidardo, ma gli inquirenti stanno cercando di capire se si possano imputare ad essa altri colpi sul territorio regionale non solo.

Una batteria ben oliata, arrivata nell’anconetano da qualche tempo per un attento sopralluogo finalizzato a scegliere il colpo perfetto. I carabinieri di Osimo ne sono certi, prima del Grotte Center i romeni avrebbero analizzato altri centri commerciali lungo la Valmusone e in Vallesina, optando poi per una soluzione più vicina agli svincoli autostradali, ottime vie di fuga. Una scelta che non ha pagato visto l’epilogo della vicenda. Una banda inesperta per certi versi, visto che l’autista ha usato la stessa auto, una Fiat Croma blu, sia per recuperare i primi fuggitivi la notte stessa che gli altri tre dodici ore dopo, fermati a Montemarciano.

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