Gli operai della Caterpilla occupano la superstrada a Jesi
Gli operai della Caterpilla occupano la superstrada a Jesi

Jesi (Ancona), 13 gennaio 2022 - Circa 200 operai della Caterpillar, multinazionale statunitense che il 10 dicembre scorso ha annunciato la chiusura del sito di Jesi, hanno occupato per circa un'ora una delle due carreggiate della superstrada SS76 che collega le Marche con l'Umbria all'altezza dell'uscita di Jesi Est, bloccando il traffico. I manifestanti con bandiere e striscioni hanno marciato in direzione Fabriano e poi sono tornati indietro. Il traffico è ripreso intorno alle 15.15.

L'incontro sindacati-azienda

L'occupazione è avvenuta al termine di un incontro di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Rsu, all'interno dello stabilimento, con l'azienda e rappresentati di Confindustria collegati da remoto, che aveva riacceso un po' di speranza sul futuro della fabbrica. La zona è presidiata dalle forze dell'ordine, i manifestanti sventolano le bandiere dei sindacati, scandendo lo slogan "Senza tregua nella lotta, il lavoro non si tocca" e spargendo fumogeni. I lavoratori si erano messi in sciopero dalle 9, in vista dell'incontro.

Gli esiti sono stati riferiti da Mirco Rota, della Fiom nazionale. Con l'apertura della procedura di mobilità è partito un conto alla rovescia, fino al 23 febbraio, per i licenziamenti. Oggi i rappresentanti dei sindacali hanno chiesto all'azienda prima di tutto "tempo" in modo da rallentare la procedura e garanzie che saranno valutate ipotesi di vendita del sito, con tutte le sue attività, "senza spezzatino".

L'azienda disposta alla cessione

I rappresentanti della proprietà hanno dato disponibilità alla cessione dello stabilimento intero e hanno annunciato la nomina di un advisor internazionale, Ernst & Young per la vendita con mandato che scadrà, però, il 23 febbraio, oltre alla visita di un possibile acquirente, un imprenditore del nord Italia, il 20 gennaio.

I sindacati hanno chiesto all'azienda di valutare un mandato più lungo e un incontro il 21 gennaio. L'azienda ha chiesto anche un incontro per valutare eventuali incentivi e ammortizzatori sociali. E a questo i sindacati hanno detto no: "Ad oggi, dentro questa procedura, non siamo disponibili a fare nessun'altra discussione se non quella per far acquistare la fabbrica", ha spiegato Rota. I lavoratori della Caterpillar hanno inoltre organizzato un presidio davanti al Mise il 19 gennaio.