La dirigente del Savoia Benincasa si difende: «Sono basita, ho fatto della scuola la mia ragione di vita e vengo sanzionata»
La dirigente del Savoia Benincasa si difende: «Sono basita, ho fatto della scuola la mia ragione di vita e vengo sanzionata»
di Nicolò Moricci "Toni allarmistici con enti, famiglie e stampa", sanzione disciplinare per la dirigente del Savoia Benincasa, Alessandra Rucci. Ad avviare il procedimento disciplinare è stato l’ufficio scolastico regionale, guidato da Marco Ugo Filisetti, secondo cui la Rucci avrebbe "tenuto una condotta non conforme ai principi di correttezza negli ambienti di lavoro, nei rapporti con gli organi di vertice, coi colleghi, gli utenti, gli studenti". Una doccia fredda per la preside dell’istituto di via Marini: "Sono basita e stupefatta. È il più grande dolore dopo la perdita di mio...

di Nicolò Moricci

"Toni allarmistici con enti, famiglie e stampa", sanzione disciplinare per la dirigente del Savoia Benincasa, Alessandra Rucci. Ad avviare il procedimento disciplinare è stato l’ufficio scolastico regionale, guidato da Marco Ugo Filisetti, secondo cui la Rucci avrebbe "tenuto una condotta non conforme ai principi di correttezza negli ambienti di lavoro, nei rapporti con gli organi di vertice, coi colleghi, gli utenti, gli studenti". Una doccia fredda per la preside dell’istituto di via Marini: "Sono basita e stupefatta. È il più grande dolore dopo la perdita di mio padre". Per lei, è il primo provvedimento disciplinare dopo quasi 30anni di servizio (di cui 14 da dirigente). Il provvedimento è arrivato a fine aprile. Ma procediamo con ordine. Tutto inizia a settembre 2020, quando, nel corso di una riunione con la provincia (proprietaria dei plessi), veniva sollevato un problema di spazi: in sostanza, si prevedeva che il numero di iscritti per il successivo anno sarebbe stato alto e servivano più aule (6 o 7 quelle richieste da Rucci, che ipotizzava una succursale all’ex Savoia, secondo l’Usr). Aule che, in via Marini, pare non ci fossero, viste le misure anticovid. Così, Rucci avvia delle interlocuzioni, coinvolgendo pure l’Usr, per far fronte all’insufficienza di spazi. Una insufficienza "reale, perché – spiega Rucci – la provincia mi dà ragione, redigendo un progetto per ricavare tre ulteriori aule. Ma nonostante ciò vengo sanzionata con la pena massima di 500 euro. Se non avessi sollevato il problema, avrei dovuto fare una selezione di iscritti e, come dirigente di una scuola pubblica, lo avrei evitato. La mia colpa è aver provato a interloquire sugli spazi. Durante il procedimento – prosegue Rucci – mi sono difesa in modo circostanziato: nessuna violazione da parte mia". Una sanzione che la preside reputa "ingiusta, poiché ho solo cercato spazi per gli alunni, agendo con lealtà e correttezza. Spazi che, invece, secondo il provveditore c’erano. In questi mesi – evidenzia Rucci, che proporrà ricorso – ho dimostrato di aver seguito tutti i passaggi istituzionali".

Nel provvedimento si lamenta che Rucci avrebbe "rappresentato alla provincia una situazione più grave di quella accertata e risolta. E anche con famiglie e stampa avrebbe usato toni inutilmente allarmistici, descrivendo in modo precipitoso una situazione di esagerata gravità, dal momento che ha poi trovato soluzione col reperimento di tre aule nella struttura ospitante". "Sono senza parole e senza forze" – lo sfogo in lacrime della dirigente. "Ho dato l’anima alla scuola, facendone la mia ragione di vita e agendo sempre per il bene dei ragazzi. È frustrante sentirsi abbandonata dall’amministrazione di appartenenza. Io mi sforzo di capire il motivo per cui vengo punita e non lo trovo. Cosa direi a Filisetti? Che avrebbe potuto chiamarmi. Ma di questo, non abbiamo mai parlato. Lo insegno sempre ai miei ragazzi: col dialogo si risolve tutto".