Colombre a Rotondo Music festival "Adriatico, il racconto di una fuga"

Senigallia, si conclude la rassegna che oggi vedrà tra i protagonisti anche Pino D’Angiò oltre al cantautore

Colombre a Rotondo Music festival  "Adriatico, il racconto di una fuga"

Colombre a Rotondo Music festival "Adriatico, il racconto di una fuga"

Si conclude oggi la prima edizione del ‘Rotondo Music Festival’ di Senigallia, che dalle ore 17, sul lungomare Mameli (di fronte all’Acquapazza), proporrà concerti e dj-set. Nel cartellone spiccano i nomi di Pino D’Angiò e di Colombre, giovane cantautore e produttore senigalliese con alle spalle già tre album, tutti molto ben accolti da pubblico e critica. L’ultimo è ‘Realismo Magico in Adriatico’, da cui è stato appena tratto il nuovo singolo ‘Adriatico’, realizzato insieme a Chiello.

Colombre, che canzone è ‘Adriatico’, visto il suo preciso riferimento ‘geografico’?

"E’ un pezzo che racconta le sensazioni di due amici che hanno voglia di mollare un po’ tutto, e la loro ‘fuga’ in macchina tra la notte e l’alba, su spiagge che sono appunto quelle del nostro mare. Io e Chiello ci siamo sempre detti di fare una vacanza insieme. Ma il tempo è sempre poco. Per adesso la vacanza è diventata una canzone, di cui vado molto fiero".

Come è nata la collaborazione con Chiello?

"Tre anni fa mi chiese di produrre il suo disco ‘Oceano Paradiso’, un album molto bello. Poi ho prodotto anche il suo secondo lavoro. Siamo diventati amici. Ci stimiamo molto".

‘Realismo Magico in Adriatico’. Uno strano titolo, direbbe qualcuno.

"Il mare Adriatico ha una doppia faccia. Sembra tranquillo, calmo, ma in realtà è molto pericoloso con le sue tempeste improvvise. Il disco riflette sulla realtà e la surrealtà delle cose. La seconda a volte è molto reale, mentre la realtà spesso è surreale".

E’ un modo per portare in musica le suggestioni letterarie di autori come Buzzati, da un cui celebre racconto lei ha preso il nome d’arte?

"Non c’è l’idea precisa di portare la letteratura in musica. Il riferimento è a un doppio binario, a una dualità, evidente soprattutto nei testi: dietro le cose reali c’è sempre qualcosa di magico, di misterioso. Nel mio nome c’è sia la parola colore sia la parola ombre. Il mare evoca leggende e racconti misteriosi. Ma misteriosa può anche essere una relazione d’amore".

L’hanno definito un disco dalla sonorità eteree.

"Forse a livello melodico. Ci sono sonorità leggere, limpide. Ma è semplicemente un mood. Come sempre ciu sono anche elementi più ‘duri’. Non è un disco unplugged".

Dal vivo, all’aperto, sonorità eteree avrebbero vita difficile.

"Il live infatti sarà molto energico, ma anche ricco di sfumature. Sul palco ci saranno batteria, basso e tastiere".

Raimondo Montesi