GIACOMO GIAMPIERI
Cronaca

Comitato in prima linea: "Continuiamo a vivere con l’incubo dei fiumi"

Ma la loro parola d’ordine rimane "prevenzione"

Comitato in prima linea: "Continuiamo a vivere con l’incubo dei fiumi"

Comitato in prima linea: "Continuiamo a vivere con l’incubo dei fiumi"

"Evidentemente non possiamo ancora esprimere un parere definitivo. Chiaro è, però, che siamo fiduciosi che la giustizia faccia il suo corso, dopo che la magistratura avrà accertato eventuali responsabilità, e altrettanto consapevoli che gli indagati siano innocenti fino a prova contraria. Ma riteniamo si debba andare a fondo sulla vicenda, confermando quella che è sempre stata la nostra posizione: riteniamo sia mancato un adeguato sistema di allertamento e, soprattutto, non è stata fatta la manutenzione periodica della quale, invece, i fiumi necessitavano". Così Andrea Morsucci, rappresentante del Comitato tra i due fiumi (il Misa e il Nevola) commenta la notizia degli altri 23 indagati dopo l’alluvione del 15 settembre 2022. Alluvione che provocò 13 vittime e danni per miliardi, specie nell’Anconetano. Si tratta del secondo fascicolo, per il quale sta ugualmente procedendo la Procura dell’Aquila, che segue quello che a novembre scorso aveva interessato 14 persone, invitate a comparire, tra le quali sindaci, dirigenti e funzionari, compresi quelli della Protezione civile e dei vigili del fuoco, per le ipotesi dei ritardi negli avvisi alla popolazione, poi travolta dall’ondata di acqua e fango. Nel filone bis, ormai prossimo alla chiusura delle indagini, sono invece contestati, a vario titolo, l’esondazione colposa, l’omicidio colposo plurimo e le lesioni colpose, nonché presunte negligenze e omissioni che avrebbero concorso al rischio di criticità idraulica.

"Il tema della prevenzione è centrale – ribadisce Morsucci, che fa parte di una realtà che associa privati cittadini, alluvionati e non, ma anche aziende che sorgono a ridosso dell’asta fluviale tra Misa e Nevola – E su questo insistiamo. Bene si sta facendo nella parte terminale del Misa, in cui sono state effettuate importanti opere di messa in sicurezza (da ultima anche l’installazione di telecamere per monitorare il fiume, ndr), ma denunciamo la necessità di intervenire anche a monte, soprattutto nella zona di Borgo Passera a Senigallia". Così anche in altre zona dell’hinterland senigalliese, dove i residenti tornano a richiedere interventi "per dormire più sicuri, senza l’incubo di convivere forzatamente con un fiume che spaventa", conclude Morsucci.

Da Barbara, invece, auspica ulteriori accertamenti Tiziano Luconi, il papà di Mattia (otto anni, la più giovane vittima dell’alluvione), "per verificare se effettivamente ci siano state delle mancanze, nel sistema di allertamento e nella prevenzione, che a mio parere sono stati i due grandi flop", racconta al Carlino. Lui, toccato nel profondo dopo la scomparsa di suo figlio, dice che "quella ferita non si rimarginerà mai. Lavoro, cerco di andare avanti, ovvio. Ma ogni volta che spunta una nuvola in cielo, i ricordi tornano a quella maledetta sera". In cui il piccolo fu strappato dalle braccia della madre Silvia Mereu e trascinato per chilometri dalla furia nel Nevola. "La natura continua a mandarci dei segnali inequivocabili – sostiene in chiusura Tiziano Luconi –. Serve prendersene cura. E dico: a prescindere da quello che accadrà a livello giudiziario, che la tragedia che abbiamo vissuto non si ripeta mai più e serva da monito per il futuro".

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