Bambini a scuola
Bambini a scuola

Ancona, 17 settembre 2019 - Quel bimbo non è solo. Se deve andare a scuola con la mascherina, anche tutti i compagni di classe la indosseranno. La lezione di vita viene dai bambini. Il bimbo di 8 anni che da due lotta per sconfiggere la leucemia, ieri mattina è tornato in classe. Il rientro sui banchi per lui è stato fortemente voluto, anche contro il parere dei medici. Ma la voglia di tornare ad interagire con i compagni è stata più forte di tutto. Più forte anche dell’ostinazione di quelle 18 famiglie che hanno insistito nel non voler vaccinare i propri figli contravvenendo all’obbligo vaccinale e mettendo a rischio la sua salute. Lui, dopo un trapianto di midollo donato dal papà, tante cure chemioterapiche ed una pesante cura sperimentale cui è tuttora sottoposto, per la prima volta dopo due anni potrebbe tornare in classe insieme agli altri. Per lui non ci sarebbero stati problemi se tutti i bambini che frequentano la scuola fossero vaccinati.

Così non è. In 18 non lo sono (quasi tutti per scelte personali dei genitori) e questo mette a rischio il bambino che è immunodepresso. Per tornare in classe (dove tutti i compagni sono vaccinati) ha dovuto prendere speciali precauzioni, come l’ingresso e l’uscita differenziata e l’indossare una mascherina di protezione. La stessa mascherina che anche tutti gli altri compagni di classe hanno scelto di indossare per essere come lui. 

«I bambini oggi hanno dato un segnale forte perchè se ti puoi permettere di non vaccinare tuo figlio è perchè altri lo hanno fatto creando l’immunità di comunità – commenta Beatrice Brignone, segretaria di Possibile e che da sempre segue la vicenda – Il diritto di andare a scuola è lo stesso di quello dei bambini non vaccinati. Dopo due anni praticamente in isolamento, ha bisogno di stare insieme ai compagni, di riprendere la sua vita come tutti ma non può farlo perchè ci sono bambini non vaccinati. Indossare la mascherina per lui è una violenza, gli ricorda i momenti dolorosi delle terapie e lo fa passare come pericoloso quando invece sono gli altri ad esserlo. E’ davvero una cosa ingiusta». 

In questa una lezione di vita ai grandi arriva dai più piccoli. «Tocchiamo con mano una legge sull’obbligo vaccinale giusta ma che ha dei limiti – aggiunge la Brignone – Occorre fare qualcosa, anche da un punto di vista politico. Non è giusto che passi il concetto che tanto se non rispetti le regole non succede nulla. L’Asur infatti non ha applicato alcuna sanzione, come invece previsto dalla legge ai genitori inadempienti (chi non vaccina i propri figli secondo la legge dovrebbe essere multato fino a 500 euro, ndr). E tra l’altro è inaccettabile il concetto per cui se pago posso infrangere la legge». Fino a ieri nelle Marche non risultata alcuna sanzione pecuniaria emessa dall’Asur Marche nei confronti di nessuna delle famiglie, di tutta le regione, che persistono nell’inadempienza verso l’obbligo vaccinale dei bambini da 0 a 16 anni.