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25 mag 2022

Condannato per i furti nei locali "Ma non sono un rapinatore"

Il romeno era il terzo di una banda che aveva commesso una raffica di colpi in bar e attività commerciali

25 mag 2022
I controlli della polizia
I controlli della polizia
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I controlli della polizia
I controlli della polizia

Ladro sì ma non rapinatore. Ha ammesso i furti di cui era accusato ma, tramite una traduttrice, ha negato di aver preso a calci il titolare di una pizzeria per fuggire. Per il terzo uomo della banda dei furti di bar e attività commerciali, che l’estate scorsa subirono colpi a raffica in città, ieri è arrivata una condanna a tre anni e sei mesi di carcere. Si tratta di un romeno, quello che era riuscito a fuggire, ma che a marzo aveva commesso l’errore di tornare dalla Svizzera ad Ancona, in treno, dove la polizia ferroviaria lo aveva riconosciuto durante un controllo e lo aveva arrestato. Insieme ad altri due complici, questi subito arrestati, era l’incubo per ristoratori e baristi che aprendo le proprie attività scoprivano di essere stati derubati. Dopo le manette scattate in stazione anche lui è finito a processo, difeso dall’avvocatessa Elisa Gatto, è comparso davanti al gup Alberto Pallucchini dove ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Il romeno, dopo l’arresto di marzo, era in carcere a Montacuto, accusato di furto e rapina aggravati per aver ostacolato la privata difesa visto che i colpi di cui è accusato sono avvenuti di notte.

Il primo era un furto, che avrebbe commesso appunto con i due complici, una coppia di fidanzati (lui sempre romeno e lei di Santo Domingo) e per i quali la giustizia ha fatto già il suo corso, avvenuto la notte tra il 7 e l’8 luglio 2021, al "Turkish Kebabs" di via Tavernelle. L’imputato avrebbe forzato la serratura blindata, rotto la maniglia della porta, per entrare dentro con i suoi complici e rubare un iPhone e 2.037 euro tra banconote e monetine trovati dentro il registratore di cassa. L’altro era una rapina avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 luglio 2021, alla pizzeria "Miami" in via Torresi. Qui avrebbe portato via 40 euro, una telecamera posta sul retro dell’attività e 100 buoni. All’arrivo del titolare lui lo avrebbe preso a calci.

ma. ver.

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