Sei morti alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona)
Sei morti alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona)

Corinaldo (Ancona), 6 febbraio 2018 - Dove avevano guardato i 5 componenti della commissione di vigilanza per i locali pubblici di Corinaldo, guidata dal sindaco, quando un anno e mezzo fa avevano controllato la Lanterna Azzurra? Per loro, eccetto qualche prescrizione secondaria, era tutto a posto. Infatti diedero il via libera al locale. Invece, dopo la strage dell'8 dicembre scorso con 6 vittime travolte dalla calca, le misure di sicurezza erano quasi del tutto inesistenti o fuori norma.

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Le perizie depositate l'altro ieri dagli esperti della procura della Repubblica di Ancona non lasciano dubbi: le balaustre che hanno ceduto facendo cadere nel vuoto decine di giovani erano totalmente fuori legge, perché vecchie, arrugginite, più basse del dovuto, addirittura mancanti al centro della pedana d'uscita.

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Lo scivolo della morte era fuori legge perché con pendenza maggiore del dovuto, col pavimento sdrucciolevole, con i gradini non segnalati, non illuminati, più alti del dovuto. Non c'era cartelli, luci di direzione, piazzole illuminate per la raccolta di persone dopo l'evacuazione. Davanti ad alcune uscite di sicurezza erano stati piazzati addirittura dei divani.

Cosa dicono in dettaglio le perizie

L'uscita numero 3 dalla pista 1 della discoteca presentava diverse "difformità" dalla norme di riferimento: altezza e capacità di deflusso insufficienti,
pendenza elevata, carenza di un corrimano centrale, balaustre laterali inidonee a resistere e in "pessimo stato conservativo".

I consulenti - l'ingegner Marcello Mangione, col. del Genio carabinieri e il prof. Costanzo Di Perna, ordinario di Fisica termica ambientale della Facoltà di Ingegneria della Politecnica Marche - sono stati incaricati nell'inchiesta che vede nove indagati per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose.

Asia Nasoni

Un decimo indagato è un 17enne sospettato di aver spruzzato sostanza urticante nella discoteca: sostiene che non era nel locale. Tra le difformità rilevate, l'assenza nella pista 1 di cartelloni per indicare il punto di raccolta in caso di esodo, due locali guardaroba ubicati in modo tale che l'uso poteva costituire un ostacolo al deflusso del pubblico, l'uscita 3 di altezza pari a 187 cm invece che 2 mt, la pendenza del 20% della rampa invece che il 12%, scalinata a ventaglio "sdrucciolevole" e capacità di deflusso pari 37,5 persone/modulo rispetto a "50" del progetto antincendio. Le balaustre, che avevano segni di elevata corrosione, "non erano idonee a sopperire alle spinte d'affollamento".