La movida è tornata ad Ancona
La movida è tornata ad Ancona

Ancona, 24 maggio 2020 - Centinaia di giovani brindano e mandano in frantumi qualsiasi norma prevista da decreti e delibere, nuovo shock in piazza del Plebiscito, il luogo più frequentato della movida anconetana. Sono passati quasi tre mesi dalle scene immortalate dal Carlino il primo week end di marzo a proposito di una piazza del Papa strapiena in barba al terrore del contagio da Coronavirus prima le istituzioni fissassero le regole durissime del lockdown.

Aggiornamento Ancona Fase 2, movida in piazza del Papa."Pretendevano di entrare senza alcuna protezione"

Quegli scatti provocarono la dura reazione di molti, a partire dal primo cittadino, Valeria Mancinelli, che non le mandò a dire. Adesso di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, al tempo la curva del contagio era in ripida salita, ora succede esattamente il contrario, ma il virus non è sconfitto, altrimenti non sarebbero state imposte delle misure ben precise. Dove inizia il rispetto delle regole per la salvaguardia della salute delle persone e fino a dove può spingersi la necessità di tornare alla normalità per aiutare l’economia e chi vive di movida appunto.

Quanto successo venerdì sera è degenerato in un grande rischio collettivo dove i proprietari dei locali aperti hanno potuto fare ben poco, cercando di arginare il fenomeno senza purtroppo riuscirci troppo. Della mezza dozzina di attività commerciali la maggior parte hanno tenuto aperto, alcuni bar invece hanno deciso di chiudere per evitare controlli e multe salate proprio a causa dell’impossibilità di garantire al 100% il rispetto delle normative.

La situazione in piazza del Plebiscito l’altra sera ha iniziato a diventare incandescente verso le 23 quando il numero di avventori, in larghissima maggioranza giovani, ha iniziato a concentrarsi davanti ai locali aperti. Col passare del tempo le persone hanno iniziato a farsi meno attenti al rispetto delle distanze e delle buone maniere. In pochi hanno continuato ad indossare le mascherine e altrettanti non si sono curati di stare ad un paio di metri per evitare rischi.

Le cose sono cambiate nel corso della serata e non tutti, ovviamente, hanno visto di buon grado questo improvviso flusso di persone e le conseguenze provocate: "Piano piano aumentavano le persone e guardandoci attorno ci siamo accorti che qualcosa non andava – racconta un cliente presente in piazza del Papa venerdì sera –. Molti non rispettavano distanza e misure di sicurezza in genere. Abbiamo osservato comportamenti censurabili e prima che fosse troppo tardi abbiamo pagato il conto e ce ne siamo andati, restare sarebbe stato un rischio inutile".

Durante le scorse settimane non sono mancati episodi di delazione, in particolare residenti oltremodo preoccupati che hanno chiamato le forze dell’ordine per segnalare assembramenti anche dove non esistevano. Il limite tra il ‘fare la spia’ o farsi gli affari propri a volte non è così sottile: "Noi ce ne siamo andati – aggiunge il cliente che preferisce non rivelare la propria identità –, ma altri non si sono limitati a questo. Mi sono accorto di gente che scattava foto per dimostrare cosa stava accadendo, gli assembramenti e così via, altri che hanno pensato bene di chiamare le forze dell’ordine". Venerdì sera il primo assaggio di problemi, ma da ora in avanti ogni fine settimana potrebbe essere sempre la stessa musica.