Ancona, 2 febbraio 2021 - La provincia di Ancona sempre più epicentro regionale del virus, tanto che dei 189 nuovi positivi di ieri su scala regionale ben 143 arrivano dal territorio di riferimento del capoluogo dorico. Numeri che continuano inevitabilmente a preoccupare, in quanto dei 45 comuni soltanto la piccola località di Poggio San Marcello (meno di 700 residenti) è attualmente ‘Covid free’, pur con una manciata di persone in regime di isolamento precauzionale per essere venute a contatto con soggetti poi risultati positivi.

Il bollettino del 2 febbraio: i dati delle Marche

I contagi covid nella provincia di Ancona

Eccezion fatta per il borgo collinare della Vallesina, tutta la provincia deve fare i conti con un virus che si insinua ovunque. Come facilmente prevedibile tra i contagi attivi, secondo l’ultimo report della Regione, primegggia Ancona che ad oggi con i suoi 537 casi in essere supera tutti gli altri capoluoghi di provincia, ovvero Pesaro (441) Ascoli Piceno (218), Fermo (258) e Macerata (222). Non solo il comune capofila (che, tra l’altro, attualmente conta oltre mille persone in quarantena), ma un po’ tutta l’area e la sua cintura limitrofa annaspano, tanto che a livello assoluto la seconda posizione spetta ad Osimo (317 contagi) con un rapporto tra infezioni attuali e popolazione complessiva più alto tra le città over 25mila abitanti, ovvero quasi l’1%.

Assai elevato, sempre rispetto agli abitanti totali, anche il dato della vicinissima Castelfidardo (115), mentre Senigallia (220) la spunta di poco su Jesi (218) e Fabriano (180) conta più casi di Falconara (143). Ciò che colpisce, appunto, è come la presenza del Covid sia distribuita in modo sostanzialmente omogeneo sia sul fronte marino che in quello montano con tante realtà in tripla cifra di casi attualmente in essere e anche piccoli comuni in sofferenza.

Del resto a livello assoluto la nostra provincia non ha purtroppo rivali in regione, visto che da fine febbraio 2020 ad ora sono ben 16.069 le persone raggiunte dall’infezione virale. Intanto nelle Marche il rapporto tra contagi e tamponi effettuati resta consistente. Ieri, includendo anche gli esami non ufficiali, ovvero gli antigenici si era al 19,1% e addirittura al 41.6% considerando solo i molecolari. Una percentuale altissima, anche se da tarare sul fatto che il report si riferisce agli esami processati nella giornata festiva domenicale e al solito il bollettino del lunedì presenta una quantità di test (998 per le nuove diagnosi, di cui 534 antigenici) assai più bassa degli altri giorni.

Insomma, una cifra per certi versi meno credibile rispetto a quella del resto della settimana, ma che rappresenta pur sempre un monito forte nei confronti di quanti erroneamente intendono il ritorno in zona gialla come un tana libera tutti. "La prudenza – rimarca, invece, il governatore Francesco Acquaroli – rappresenta il principale e vero strumento di prevenzione contro la diffusione del virus".

Quanto al fronte ospedaliero rimangono invariate le presenze in terapia intensiva rispetto a domenica (72), mentre tornano a crescere in regione (607, più 6) i ricoveri complessivi per Covid. Non conosce soste, invece, la letalità del virus con otto positivi al Covid inseriti nel bollettino di ieri dei decessi. Si tratta di tutti soggetti con patologie pregresse (eccezion fatta per un 72enne pesarese) da 72 a 98 anni di età, di cui ben sei residenti in provincia. Due gli jesini (un uomo di 72 anni e una donna di 84) e gli anconetani (una femmina di 94 anni e un maschio di 98), un 83enne di Cupramontana e una 91enne di Senigallia.