Ancona, 15 maggio 2018 - Nell'aula magna dell‘Università Politecnica delle Marche, Diego Della Valle è accolto e guardato quasi come un divo. E in effetti siamo di fronte a una ‘star’ dell’imprenditoria, un personaggio conosciuto a livello di massa. Della Valle racconta in breve la storia della sua azienda, nata come un ramo dal solido albero paterno, i successi in tutto il mondo, il profondo legame con la sua terra, Casette d’Ete e dintorni, e tutte le Marche. Un legame non solo ‘sentimentale’, ma anche pratico, perché il creatore della Tod’s è convinto di una cosa: «Per un imprenditore di successo non c’è niente di più bello di mettersi a disposizione degli altri, di restituirgli una parte del suo profitto. Lo fa sentire più utile. Anche da noi conta il risultato, ma questo non viene prima del mondo e delle persone che ci circondano».

Anche per questo Della Valle ha sempre rifiutato la delocalizzazione: «Le cose si possono fare anche qua, anche perché nessuno le fa meglio degli italiani. Può rendere di meno ma gli imprenditori devono avere il dovere e il piacere di tentare di rimanere a casa nostra. Se tutti facessimo conti matematici il Paese rimarrebbe vuoto di tutto». Per la Tod’s si annuncia una svolta: «Entro poco tempo conto di delegare la gestione ordinaria dell’azienda ai nostri uomini, mio fratello Andrea sarà capo di questa struttura. Io? Il mio ruolo sarà guardare a strategie, qualche buona idea per far vedere che ancora qualcosa possiamo insegnare». L’imprenditore ricorda poi la costruzione di una sua fabbrica ad Arquata del Tronto dopo il sisma, «in dieci mesi. Dopo undici e mezzo è uscito il primo paio di scarpe. Le cose, se si vuole, si possono fare. Queste persone non vogliono regali. Vogliono lavoro, che li rassicura anche sul fatto che non lasceranno quei luoghi. Tra un mese porterò alcuni imprenditori miei amici da quelle parti perché investano costruendo fabbriche». Rivolto ai giovani Della Valle spiega che «il futuro toglierà e porterà nuove opportunità. Dovete stare attenti a non scegliere mestieri non più competitivi». Puntare tutto sull’iper tecnologico? No: «Non ci sono più idraulici e tappezzieri. Lavori che tra l’altro permettono di restare a casa propria. Comunque quando avete idee portatele avanti con determinazione. E’ indispensabile».

r. m.