Ancona, 9 dicembre 2018 - Caccia al branco dello spray urticante. Infatti, secondo gli inquirenti, che hanno già identificato un ragazzino di 16 anni, dopo la strage dell'8 dicembre (VIDEO) alla discoteca di Corinaldo Lanterna Azzurra che ha provocato sei morti (cinque minorenni e una mamma di 39 anni), una sola bomboletta non avrebbe mai potuto provocare quelle reazioni fisiche e quel caos che ha poi generato il fuggi fuggi. 

Il ragazzo identificato è un 16enne residente in provincia. Al momento è in stato di fermo per la droga che gli investigatori gli hanno trovato a casa. Non ci sono infatti né video in cui compare né immagini del momento in cui sarebbe stata utilizzata la bomboletta. Nei suoi confronti non sono dunque stati fatti atti formali per quanto accaduto venerdì sera: non è stato sentito e il suo nome non è ancora iscritto nel fascicolo aperto dalla procura dei minori per omicidio preterintenzionale.

Si è arrivati a lui  grazie alle testimonianze raccolte dai carabinieri dopo l'accaduto. Gli investigatori sono risaliti al giovane grazie a un soprannome con il quale era conosciutissimo tra i ragazzi presenti. Il reato ipotizzato nei suoi confronti è quello di omicidio preterintenzionale. Gli inquirenti stanno cercando i suoi complici. Non si sa quanti al momento.

AGGIORNAMENTO Altri due fermi per droga

I biglietti, la capienza e la struttura

Sono 500 i biglietti che risultano staccati dalle matrici. E' quanto è emerso oggi dalle indagini. Il comandante Carrozza ha precisato: "Sono 680 i biglietti venduti e quasi 500 quelli staccati" per il concerto di Sfera Ebbasta. "La capienza della sala del concerto - ha aggiunto - è di 459 persone, due le sale aperte al piano terra, mentre quella interrata non era fruibile. La cifra di diffusa ieri di circa 1.400 biglietti si basava sui numeri delle matrici".

Le differenze tra biglietti venduti e staccati sono emerse durante controlli successivi. Gli stessi organizzatori già ieri avevano detto: "Non abbiamo venduto neppure mille biglietti". Qualcuno allora sarebbe entrato anche senza biglietto. Come confermato dalle testimonianze. Mamma Alessandra, di Morro d'Alba dice che sua "figlia, 15enne, non ha comperato il biglietto, ma aveva prenotato un tavolo - racconta -, fuori del locale un giovane addetto alle pr è passato a riscuotere i pagamenti, poi ha consegnato un braccialetto giallo per l'ingresso e un tagliando, senza marchi, per la consumazione. Lei e una sua amica sono entrate così". La ragazzina ha già riferito ai carabinieri delle modalità del suo ingresso. "Le prenotazioni per i tavoli erano per circa 15 persone - prosegue la madre -. Ha cominciato ad avvertire un odore acre, ha sentito mal di gola e un senso di nausea. Ha preso per mano la sua amica e sono andate verso l'uscita".

Nello stesso modo è entrato un 19enne imprenditore di Pesaro e due suoi amici ventenni, pagando 22 euro in contanti all'ingresso e ricevendo in cambio non il biglietto, ma solo un tagliandino per la consumazione poi ritirato dal bar dopo la bevuta. "Penso che anche altri siano entrati così - dice il ragazzo - altro che 450 biglietti, lì c'erano mille persone e c'era tanta gente in fila e due pullman dovevano arrivare". 

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L'inchiesta

I  militari hanno sentito più di 100 persone. Oltre ai ragazzi, sarà ascoltato anche il personale sanitario che per primo è intervenuto sul posto recuperando le salme. Nelle caserme molti genitori  hanno anche portato video registrati dai figli, che si trovavano in discoteca quando si è scatenato il finimondo, per aiutare le indagini.  Tra i ragazzini circolava un filmato di un giovane con un cappellino in testa e una mascherina al volto, tra la folla della discoteca, che ha destato sospetti. Ma le testimonianze parlano anche di un ragazzo incappucciato. 

Asia Nasoni

Il comandante provinciale dei carabinieri di Ancona, Cristian Carrozza, ha confermato che "né all'interno né all'esterno del locale ci sono telecamere" e ha invitato chi era dentro la discoteca di mettersi in contatto con i carabinieri "per consegnare video e foto che potrebbero essere utili alle indagini" (VIDEO). Sull'identificazione del minore che avrebbe spruzzato spray urticante con una bomboletta ritrovata nella discoteca Lanterna azzurra, Carrozza precisa che "è un dato che noi non abbiamo fornito... domani verrà fatta chiarezza", quando ci sarà una conferenza stampa congiunta del Procuratore della Repubblica di Ancona Monica Garulli e di quello minorile Giovanna Lebboroni. Lo spray urticante diffuso è la "causa più accreditata finora", ha aggiunto, precisando però che gli investigatori "non possono sposare una sola causa" e quella dello spray "non può essere l'unica causa da seguire". Alcune testimonianze avevano parlato
anche di un fumogeno.

La procura di Ancona indaga per omicidio colposo plurimo e lesioni: i tre gestori sono tra i primi indagati. 

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Il doppio concerto di Sfera Ebbasta fa discutere

Sul web fa discutere la quasi contemporaneità tra i due concerti di Sfera Ebbasta, uno in programma a Rimini e l'altro a Corinaldo. In particolare, ha suscitato diverse reazioni il video postato su Youtube da un ragazzo che sottolinea come a mezzanotte e dieci, mentre a Corinaldo lo si aspettava già, il trapper fosse ancora nel pieno della sua esibizione in Riviera, a circa un'ora di macchina di distanza. Anche il marito di Eleonora Girolimini, madre di quattro figli morta nella tragedia, punta il dito sui ritardi nella serata, sostenendo che la lunga attesa nelle Marche si è tradotta nel fatto che la gran parte dei ragazzi presenti fossero ubriachi.

 

Lo spray e la catenina

Secondo uno dei gestori, Marco Cecchini (figlio del titolare Quinto), che nel locale fa anche il dj, lo spray urticante era un diversivo per creare confusione e rapinare la catenina a un ragazzino. Marco però non è stato testimone dell'accaduto, ma quel che è avvenuto poco dopo mezzanotte e mezza glielo ha raccontato il diretto interessato: il proprietario di quella stessa catenina. "Stavo fumando fuori dalla sala di sotto, con la porta di emergenza aperta - spiega -. E' arrivato un ragazzo dalla sala fumatori e mi ha detto: 'Marco, mi hanno rubato la catenina'. Io gli ho chiesto chi fosse stato e lui mi ha risposto 'non lo so, era un ragazzo che ha spruzzato uno spray al peperoncin'". Poco dopo è il disastro.  Poi ha aggiunto che "nessun ha fermato i ragazzi che scappavano". E allora perché si è creato quel blocco? "Non lo so, non l'ho capito. C'è un video ripreso dalla consolle del dj (VIDEO) in cui si vede che tutta la parte in fondo della pista si muove verso l'esterno seguendo solo quella via lì e non capisco perché, forse il panico, forse perché non vedeva bene. Ma nessun buttafuori li bloccava, io ero lì sotto e ho visto". 
 

I feriti: condizioni stabili

Un centinaio i feriti (VIDEO) nell'orrore nell’ex balera trasformata in discoteca, la Lanterna Azzurra, un caseggiato nel mezzo della campagna lungo la provinciale tra il Comune di Maria Goretti e Ponterio. Nel complesso i feriti trasportati in tre ospedali della provincia dalle ambulanze del 118, dalle Anpas e dalla Croce Rossa sono stati 37.

Sono stabili le condizioni dei 7 pazienti in prognosi riservata ricoverati all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona per le lesioni (traumi da schiacciamento) riportate nella calca. Una dei 7 feriti, di 15 anni, ha cominciato a respirare da sola. Come gli altri sei pazienti la ragazzina è in condizioni stabili, ma critiche. I medici la tengono sotto osservazione per valutare ulteriori miglioramenti e l'eventuale trasferimento in un altro reparto. Stabili, tra gli altri, anche le condizioni di due ragazzi ricoverati in codice giallo, ma tenuti sotto stretta osservazione.

Giorgia Cannizzaro, psicologa dell'emergenza del 118 ad Ancona, spiega così il suo lavoro: "Siamo presenti nei reparti e nelle Rianimazioni, ci stiamo dando il cambio per assistere i familiari che sono in questo momento concentrati sulla salute dei loro figli. Il nostro compito è dare loro la disponibilità, - spiega - ascoltarli, essere presenti per sostenerli in questo momento. Immaginiamo la nostra reazione di fronte al lutto di un figlio e una reazione ad una condizione di salute gravissima...".

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Il racconto dell'orrore

A perdere la vita nella discoteca Lanterna Azzurra di sono stati una mamma di 39 anni di Senigallia, Eleonora Girolimini, e cinque minorenni: Daniele Pongetti, 16 anni ed Emma Fabini, 14 anni, tutti di Senigallia, Asia Nasoni nata a Senigallia ma residente a Marotta, Benedetta Vitali, 15 anni di Fano e Mattia Orlandi, 15 anni di Frontone (FOTO). La 39enne aveva accompagnato al concerto, assieme al marito, uno dei figli. 

Decine di testimoni parlano di un fuggi fuggi disperato da parte di alcune centinaia di persone che si accingevano ad assistere al concerto del rapper Sfera Ebbasta, provocato dall’uso di uno spray al peperoncino. Non potendo respirare agevolmente, ragazzini e ragazzine tra i 14 e i 18 anni hanno cercato il varco più rapido verso quella che, stando alle testimonianze, era l’unica porta di servizio aperto. In pochi minuti si è formato un ingorgo di corpi, tra urla disperate e giovani schiacciati contro le balaustre esterne.

Quando la recinzione in ferro battuto ha ceduto su entrambi i lati (VIDEO), un fiume di persone è volato per quasi due metri. Un infernale groviglio di corpi tra cui quelli delle sei vittime e i feriti più gravi, sette dei quali ricoverati in prognosi riservata all’ospedale regionale di Torrette. 

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Il sindaco spegne il Natale

"Abbiamo sospeso tutte le attività, le iniziative, tutte le luci perché quelli sono tutti figli nostri". Così il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, che stamattina era in ospedale ad Ancona per testimoniare la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e dei feriti. "Quel dolore delle famiglie - ha aggiunto - non può essere dissipato nella condivisione però tutti dobbiamo esserci e ci sentiamo partecipi a questo grande dolore. La nostra comunità è molto unita, abbiamo tante attività insieme, l'unione dei Comuni, conosco tutti e mi sembra un segno importante da portare alle famiglie per far sentire la vicinanza della comunità". 

E il sindaco di Corinaldo, Matteo Principi, dice ai giornalisti: "Sento la responsabilità morale di quello che è successo. Il sindaco è responsabile anche del livello culturale di una comunità e questa responsabilità la sento. Siamo tutti in po' corresponsabili: la materia della sicurezza, declinata in qualsiasi forma è un elemento culturale che dobbiamo tenere bene in considerazione". Al primo cittadino non è arrivato alcun avviso di garanzia o comunicazioni giudiziarie. Lo ha precisato lo stesso Principi ai cronisti che glielo chiedevano. "C'è solo un grande dialogo". "Le tre uscite di sicurezza codificate dal piano sicurezza c'erano", ha riferito il sindaco. "Il piano della sicurezza lo abbiamo ed è stato depositato: è uno strumento che va rispettato con parametri e quegli obblighi previsti e depositati nei vari uffici". 

Ha collaborato Marina Verdenelli