Il professore Fabio Menghini ex allievo di Giorgio Fuà
Il professore Fabio Menghini ex allievo di Giorgio Fuà
Un libro proiettato nel futuro. Quello da tutti atteso, perché vorrà dire che il Covid-19 sarà solo un (brutto) ricordo. "E’ già domani. Economia, lavoro, salute, prima e dopo la pandemia" (edizioni goWare) di Fabio Menghini delinea gli scenari economici post Coronavirus. "Se torniamo alla fine del 2019 vediamo che l’economia non si era ancora ripresa dalla crisi del 2008 – osserva il professor Menghini, ex allievo di Giorgio Fuà, docente a contratto...

Un libro proiettato nel futuro. Quello da tutti atteso, perché vorrà dire che il Covid-19 sarà solo un (brutto) ricordo. "E’ già domani. Economia, lavoro, salute, prima e dopo la pandemia" (edizioni goWare) di Fabio Menghini delinea gli scenari economici post Coronavirus.

"Se torniamo alla fine del 2019 vediamo che l’economia non si era ancora ripresa dalla crisi del 2008 – osserva il professor Menghini, ex allievo di Giorgio Fuà, docente a contratto alla Facoltà di Economia –. La crescita era debole, la domanda stagnante. Oggi la situazione si è aggravata e l’aumento dei livelli di disoccupazione sopra una certa soglia potrebbero creare problemi anche alla democrazia. Le Marche, però, potrebbero essere un’isola felice. Il virus si è diffuso soprattutto dove ci sono grandi concentrazioni urbane e affollamenti nel settore dei servizi. Nelle aree manifatturiere come le Marche, là dove l’industria cresce accanto ad artigianato e agricoltura, è più facile il distanziamento e maggiori sono le forme di cooperazione e aiuto tra le persone". Soluzioni alla crisi? "E se ripartissimo dalla manifattura? L’Italia è il secondo paese manufatturiero dopo la Germania. Le Marche si sono mostrate molto resilienti. La maggioranza delle aziende l’anno scorso hanno retto, perdendo solo il fatturato dei due mesi del lockdown. La regione ha un ricco tessuto produttivo, ma per difenderlo servono investimenti. Ma anche la politica deve fare la sua parte ad esempio per facilitare la transizione verso settori tecnologicamente più evoluti".

Il futuro è lo smart working, con conseguenze anche sociali.

"Il mondo dei servizi alla persona vive in simbiosi con quello del lavoro impiegatizio. Dove ci sono tanti uffici, ad esempio, nascono bar, ristoranti, palestre e se il futuro sarà lavorare da casa, questi settori potrebbero registrare perdite di occupazione ancora più gravi di quelle attuali". Quanto ai virus, "c’è il timore di altre pandemie. Il virus ce lo porteremo dietro per cinque o sei anni. Ne usciremo cambiati, anche nelle forme di rapporto tra le persone". Di sicuro il lavoro è a forte rischio: "La pandemia ha accelerato il declino dell’occupazione, una tendenza in atto da anni. Per ora si sta facendo strada l’idea che molti posti persi non saranno più recuperati".

Raimondo Montesi