‘Marche: dalla vigna alla tavola’. Sembrerebbe facile: collegare chi produce e chi porta sulle tavole dei ristoranti i prodotti, creando un circolo virtuoso capace di valorizzare non solo aziende e ristoratori, ma anche il territorio che si identifica con un certo vino. Esempi non mancano, ad esempo in Francia e nella stessa Italia (vedi il fenomeno Chiantishire). Le Marche in questo senso, pur avendo tutte le carte in regola, sono in ritardo. Ora è tempo di ‘recuperare’. Di qui il senso del bando coordinato...

‘Marche: dalla vigna alla tavola’. Sembrerebbe facile: collegare chi produce e chi porta sulle tavole dei ristoranti i prodotti, creando un circolo virtuoso capace di valorizzare non solo aziende e ristoratori, ma anche il territorio che si identifica con un certo vino. Esempi non mancano, ad esempo in Francia e nella stessa Italia (vedi il fenomeno Chiantishire). Le Marche in questo senso, pur avendo tutte le carte in regola, sono in ritardo. Ora è tempo di ‘recuperare’. Di qui il senso del bando coordinato da Confcommercio Marche Centrali e promosso dalla Regione, in particolare dall’assessorato all’agricoltura del vicepresidente Mirco Carloni. Tra i vincitori c’è ‘Metti le Marche a tavola’, presentato ieri nella sede direzionale di Confcommercio Marche Centrali. Il direttore Massimiliano Polacco spiega che "abbiamo avuto con noi i rappresentanti del mondo della ristorazione e delle cantine. Ad aderire al nostro progetto sono stati diciassette ristoranti e trentacinque cantine del territorio: avere gli operatori qui è stato un fatto molto importante anche perché abbiamo avuto modo di condividere un intervento che prevede l’aggregazione delle imprese della ristorazione, con la finalità di organizzare una molteplicità di eventi e creando così un vero e proprio viaggio eno-gastronomico all’interno della provincia di Ancona e di Macerata".

Polacco osserva che "questo percorso degustativo si sviluppa lungo la dorsale collegando le nostre montagne, passando per la Vallesina, alla costiera del Conero attraverso un percorso eno-gastronomico ideale per la valorizzazione dei vigneti marchigiani e dei prodotti a denominazione di origine controllata e QM. In questo itinerario i ristoratori sono gli interpreti della tradizione culinaria regionale che si sposa con i prodotti e i vini delle Marche. Sono previste cene in cui ci sarà un sommelier in grado di ‘raccontare’ sia il vino che l’azienda. Carloni ha voluto fortemente l’iniziativa, realizzata insieme al Servizio politiche agroalimentari, con la quale "vogliamo sostenere chi produce vino di qualità con il coinvolgimento del mondo della ristorazione che, in questo momento difficile, ha visto gli esercizi a lungo fermi nelle loro attività. E’ quindi necessario mettere in atto azioni forti per un loro rilancio dando una spinta all’economia dei nostri territori che si basa molto sul turismo e sulla convivialità. Vogliamo creare una molteplice presenza di progettualità sul territorio, pertanto, sotto la regia unica della Regione, abbiamo chiesto che ci fosse uno sviluppo con progettazioni a livello locale".