A Roma governano insieme, nell’area montana, invece, volano parole grosse tra M5S e Pd sull’impasse per ratificare la legge regionale per riconoscere ufficialmente Fabriano città della carta. "La legislatura della Regione si chiude senza la legge", attacca il sindaco pentastellato di Fabriano, Gabriele Santarelli. "Un interesse per tutta la città sacrificato sull’altare del protagonismo e dell’individualismo di chi aveva più attenzione ad intestarsi il risultato che non a raggiungere il risultato stesso. Così mentre la Fondazione Carifac aveva individuato un percorso partecipato coinvolgendo l’amministrazione, il Pd ha lavorato di nascosto su strade parallele in maniera indivuale con il risultato che in Regione sono state presentate addirittura due leggi, una portata dalla Bora e una da Pieroni". Immediata la ribattuta del Pd cittadino, tramite il segretario Francesco Ducoli: "Proprio gli assessori Bora e Pieroni, che il sindaco attacca, sono quelli che hanno portato avanti la candidatura della filigrana di Fabriano come bene immateriale Unesco. Piuttosto dov’erano i consiglieri regionali grillini che non si sono degnati di sottoscrivere alcuna proposta? Dov’era l’amministrazione che non si è mai sentita né per apportare eventuali contributi o sollecitare alcunché? Pare proprio che l’interesse del sindaco sia più elettorale che di sostanza. Lo lasciamo quindi volentieri ai suoi intrallazzi con la Lega ed ai suoi apprezzamenti a Salvini, ormai il re è nudo".

a. d. m.