Il falco pescatore ferito
Il falco pescatore ferito

Jesi (Ancona), 16 settembre 2019 – Alla riapertura della caccia viene ferito gravemente un rarissimo falco pescatore. E’ accaduto tra Jesi e Pianello Vallesina, al confine della riserva Ripa Bianca di Jesi. “Il falco Pescatore – denunciano nove associazioni ambientaliste e animaliste che offrono una ricompensa a chi fornirà un identikit del responsabile - era stato avvistato poche ore prima dentro l’Oasi di Ripa Bianca dalle guardie volontarie del Wwf. E’ stato immediatamente portato al Cras delle Marche dove i veterinari lo hanno sottoposto alle cure. Il falco ha un’ala rotta e gravi ferite a un occhio: è stato colpito lateralmente da una rosa di pallini da caccia”.

AGGIORNAMENTO Jesi, è morto il falco pescatore ferito da un bracconiere

La situazione clinica del falco pescatore è stazionaria nella sua gravità e l’animale resta in prognosi riservata, fino a che non si potranno escludere infezioni e complicazioni. “Visti i gravissimi danni riportati, anche se dovesse sopravvivere, il rapace non potrà più essere rilasciato in natura – spiegano le 9 associazioni che annunciano denuncia contro ignoti-. Il Falco Pescatore è una specie molto rara in Italia: nidifica con solo 3 - 4 coppie in Toscana, per cui si tratta di un gravissimo e ignobile attentato alla biodiversità. E non può essere confuso o scambiato con nessuna specie cacciabile: il fatto che gli sia stato sparato nel giorno dell’apertura ufficiale della stagione venatoria, al confine con un’area protetta, dimostra che si tratta di un atto criminale deliberato e spregiudicato da parte di un cacciatore”.

La nota è firmata da Wwf Mrche, associazione Amici Animali Osimo, Enpa Marche, Italia Nostra Marche, Lac, Lav e Lipu Marche, Lupus in Fabula e Pro Natura Marche. Che concludono indignate: “Sporgeremo denuncia contro ignoti e offriremo una ricompensa di 1.000 euro a chiunque fornirà indicazioni in grado di risalire al cacciatore autore di questo gesto efferato e criminale. Inoltre, visto che l’episodio è avvenuto al confine con la Riserva naturale di Ripa Bianca, chiederanno maggiori e più stringenti controlli da parte delle forze dell’ordine preposte, soprattutto nelle aree contigue alle aree protette, dove solitamente si appostano i cacciatori per sparare ed uccidere gli uccelli che dovessero uscirne dai confini”.