Giovanni Guidi, direttore dell’Area Vasta 2 dell’Asur, cerca soluzioni immediate
Giovanni Guidi, direttore dell’Area Vasta 2 dell’Asur, cerca soluzioni immediate

Ancona, 23 luglio 2021 - La sospensione del dottor Sergio Costantini, dopo il provvedimento assunto ad inizio settimana dall’Ordine dei Medici, è stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai stracolmo da mesi. Dove a Falconara si è evidenziata una situazione sanitaria sempre più critica, «a causa della carenza dei medici di medicina generale e di un progressivo smantellamento della sanità territoriale», come riferito più volte dalla politica locale e dai sindacati. Dopo il pensionamento di cinque professionisti nel 2020, circa 7.500 cittadini sono rimasti sguarniti della propria figura curante di riferimento (come raccontato sul Carlino in tempi non sospetti). Il numero ha toccato quasi quota 9mila dopo lo stop imposto a Costantini. Le contestazioni mosse all’Asur dai falconaresi sono prevalentemente due: «Non è stato individuato preventivamente un sostituto, né tantomeno è stata informata adeguatamente l’utenza».

Questo ascoltando gli umori della gente, letteralmente imbestialita per quanto si è venuto a creare. Da martedì, infatti, è cominciato il pellegrinaggio di persone presso il poliambulatorio di via Rosselli, desiderose di vederci più chiaro e determinate nel cambiare il proprio medico, nonostante le difficoltà. Aspetto non semplice, questo. In parte perché i medici disponibili hanno pochi pazienti ancora mutuabili. In parte perché le procedure sono articolate o lunghe (se fatte in presenza). O telematiche (dandone comunicazione via mail all’Asur). Ma a dover sbrigare le pratiche sono spesso anziani. Basti pensare che Falconara ha il 22.5% della popolazione con più di 70 anni, è la prima città della provincia con l’età media più alta e l’ottava in Regione (dunque potenzialmente in difficoltà laddove i cittadini dovessero spostarsi in altri territori per accedere ad un servizio sanitario).

E gli scenari futuri purtroppo non sono rassicuranti, anzi. Sono previste, infatti, altre due cessazioni dell’attività lavorativa di professionisti molto noti (uno il primo agosto, l’altro appena superata l’estate) che hanno raggiunto l’età pensionabile: in tal caso, qualora non fossero adottate misure straordinarie e urgenti, il dato dei falconaresi senza medico potrebbe raggiungere oltre 10mila unità. Più di un terzo del totale su 25mila abitanti.
 

Giovanni Guidi, direttore dell’Area Vasta 2 dell’Asur: Falconara è senza medici di base, come pensate di affrontare la situazione?
"Su Falconara stiamo facendo i salti mortali, ma in linea generale c’è sofferenza su tutto il territorio provinciale. È sempre più difficile trovare i sostituti del personale che va in pensione". Come pensate di tamponare l’emergenza attuale?
"Innanzitutto coinvolgendo i medici di medicina generale in servizio nei comuni limitrofi, in particolare quelli del Distretto Nord, tra Chiaravalle, Montemarciano, Camerata Picena e così via. Chi non ha raggiunto la soglia dei 1.500 pazienti seguiti prenderà in via temporanea le quote dei colleghi lasciate sguarnite".
Qual è la carenza esatta di personale su Falconara in questo momento?
"Prima vorrei sgomberare il campo da equivoci: non è vero che a Falconara non ci sia neppure un medico di famiglia attivo, sarebbe una catastrofe. Detto questo, dei quattro dottori che sono andati in pensione siamo riusciti a sostituirne la metà e poi c’è stato il problema del dottor Costantini".
Cosa può aggiungere su quella vicenda?
"La sospensione del medico è scattata ufficialmente oggi (ieri, ndr) e sarà attiva per sei mesi. Non entro nell’indagine, mi soffermo però sul fatto che si tratta di un medico molto apprezzato che segue 1.250 pazienti. Non averlo in servizio è un problema in più, questo lo capirebbe chiunque".
Come pensate di coprire i pensionamenti?
"Due dei quattro buchi li abbiamo tappati, entro novembre dovremmo essere in grado di risolvere il problema, anche se resta sempre il nodo-Costantini fino al 2022".
Guidi, perché è sempre più difficile trovare medici di famiglia?
"In linea generale è difficile reperire personale sanitario. Lo scorso anno abbiamo pubblicato un bando in cui evidenziavamo ben 73 zone carenti per quanto riguarda il medico di base e di quelle aree ne abbiamo coperte 42. Ecco perché dicevo prima che Falconara è la punta dell’iceberg adesso, ma purtroppo il problema si allargherà al resto del territorio. Già Jesi, Fabriano e altre città della provincia di Ancona sono in sofferenza".
E il capoluogo?
"Per il momento no, la situazione ad Ancona è sotto controllo. I nuovi medici che prendono servizio preferiscono sempre le grandi città. Piuttosto temo grosse ripercussioni per le frazioni e in generale per i piccoli centri e le comunità più remote. Tornando su Falconara, fare il medico di base lì non è appetibile".
Scusi, ma non esiste una graduatoria dei professionisti da inserire?
"Certo ed è bella ricca, ci sono circa 400 candidati, ma ripeto, sono loro a scegliere le destinazioni e alcuni centri e zone non sono richieste".