Quotidiano Nazionale logo
12 mag 2022

"Faremo un censimento di tutti i senza dimora"

Il prefetto: "E’ necessario conoscere la loro posizione giuridica esatta. Per questioni di sicurezza non possono stare in porto, siamo tutti coinvolti"

Una manciata di migranti costretti da uno sgombero all’altro a cui non si riesce a trovare una soluzione. Le istituzioni locali si interrogano. Sulla questione interviene anche il prefetto di Ancona, Darco Pellos, molto sensibile al problema.

Dottor Pellos, quali misure possono essere messe in campo per risolvere la situazione dei migranti somali?

"Come auspicato dall’assessore comunale Capogrossi, rilasciata nei giorni scorsi proprio al vostro giornale, è necessaria la collaborazione di tutti e questo noi faremo. È stato indetto un tavolo specifico sul tema che, coordinato dalla prefettura, vede la presenza di rappresentanti della questura e dell’amministrazione comunale. Il gruppo si è già riunito e tornerà a farlo fino a che sarà necessario".

Cosa bisognerebbe fare come prima cosa?

"Innanzitutto raccogliere le posizioni di queste persone, fare un censimento completo e da lì muovere i passi successivi. È necessario conoscere la loro posizione documentale e giuridica esatta. E poi c’è una altro discorso da fare: loro, queste persone, cosa chiedono, di cosa hanno bisogno? Ecco le domande a cui dovremo dare risposte. Per quanto ho potuto capire sembra ci sia anche una certa refrattarietà da parte loro ad accettare un reinserimento sociale adeguato".

Come mai non si riesce a trovare una soluzione visto che si tratta di pochissime persone?

"Beh bisogna differenziare le cose, ci sono quei migranti somali di cui ho letto anche sul vostro giornale, ma ce ne sono altri in diversi punti della città e alcuni hanno problematiche legate anche a delle dipendenze. In fin dei conti è vero, si tratta di numeri contenuti complessivamente, per questo sono convinto che entro breve una soluzione adatta e definitiva verrà trovata. Ormai abbiamo capito che se si lavora insieme tra istituzioni i risultati arrivano. Da quando mi sono insediato in questo territorio abbiamo agito così e lo continueremo a fare".

Intanto però quel gruppo di giovani viene rimbalzato da un posto a un altro…

"Deve capire che in un ambiente delicato per questioni di sicurezza come il porto, non è facile avere una situazione di questo genere. Alla stazione marittima non potevano stare, per questo sono stati sgomberati da lì. Dopo nascono anche problemi di ordine pubblico, di decoro urbano e non è sempre facile capire bene cosa fare e quali strumenti mettere in campo. Bisogna capire anche le ragioni chi vive in una zona della città e si trova davanti dei bivacchi".

Chi potrebbe giocare un ruolo decisivo su questo fronte?

"Piuttosto chi lo sta giocando, penso alle organizzazioni di volontariato, sempre presenti, sempre sul pezzo. Il loro supporto diventa indispensabile e noi le ringraziamo per questo".

Pierfrancesco Curzi

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?