Film, fiction e trasmissioni tv sono un formidabile mezzo per far conoscere un territorio e valorizzarlo. Ne è convinta l’assessore regionale alla cultura Giorgia Latini, tanto da aver chiesto 16 milioni (prima erano 3) nella ripartizione dei Fondi europei per tali produzioni. "E’ una vera svolta – annuncia –. Crediamo molto nel potenziale dell’industria cinematografica e televisiva, anche come elemento di promozione culturale e turistica. La somma richiesta è più che quintuplicata. Intanto abbiamo indetto la selezione per il responsabile della Film...

Film, fiction e trasmissioni tv sono un formidabile mezzo per far conoscere un territorio e valorizzarlo. Ne è convinta l’assessore regionale alla cultura Giorgia Latini, tanto da aver chiesto 16 milioni (prima erano 3) nella ripartizione dei Fondi europei per tali produzioni.

"E’ una vera svolta – annuncia –. Crediamo molto nel potenziale dell’industria cinematografica e televisiva, anche come elemento di promozione culturale e turistica. La somma richiesta è più che quintuplicata. Intanto abbiamo indetto la selezione per il responsabile della Film Commission. Cerchiamo una figura di altro profilo".

Il turismo culturale come può essere implementato dai materiali audiovisivi?

"La produzione cinematografica è un potente linguaggio di promozione turistica. Attrae in particolare gli stranieri. Dati Istat attribuiscono al comparto un valore di 11 miliardi. Ma prima ancora si tratta di un lavoro culturale di approfondimento e conoscenza. Raccontando una regione educhiamo il nostro sguardo, impariamo a guardarci e a valorizzare il meglio. La cultura è questo: cura verso la propria storia, capacità di coltivare il buono".

A Venezia è stato ben accolto il film ‘Benelli su Benelli’. Quanto conta partecipare a ‘vetrine’ del genere?

"Sono contenta che le Marche e il genio marchigiano siano state presentate a Venezia con un docufilm in cui abbiamo creduto. Benelli rappresenta il genius loci: la storia di un grande marchigiano, di una grande famiglia. Questo mi rende molto orgogliosa. Ogni volta che il nome delle Marche si lega a una grande vicenda umana, prima ancora che sportiva o imprenditoriale, viene aggiunto un tassello alla nostra identità".

Da una piccola autofficina nel centro di Pesaro a una realtà famosa nel mondo. Pensa che altre simili storie marchigiane possano essere raccontate?

"La storia di Benelli raccontata da Marta Miniucci, con il talento di Antonio, l’ingegno meccanico di Giovanni e Giuseppe, la figura centrale di mamma Teresa, contiene elementi di straordinaria utilità. Ci sono coraggio, forza, passione, rischio. Aspetti che hanno molto da dirci oggi. E’ anche una storia ad alto contenuto educativo. Per questo celebreremo, dopo Raffaello, Sisto V, e poi il Duca Federico. Altri seguiranno".

Altre regioni si sono affermate più di noi: Puglia, Toscana, Piemonte, Umbria. Cosa ci manca? I marchigiani non sanno ‘vendersi’?

"E’ un mio personale obiettivo: rafforzare il ruolo di Marche Film Commission. Abbiamo già sostenuto produzioni qui, ma voglio fare di più. Diventare la location di un film porta troupe e attori, genera un indotto, incrementa il turismo. Non ci manca nulla. Ci siamo resi conto tardi della necessità di una strategia condivisa di marketing territoriale. Avevamo tanta bellezza non riconoscibile sul mercato".

Raimondo Montesi